La rabbia dei familiari di Andrea Maggi: «Non ci arrenderemo mai a questa ingiustizia»

La rabbia dei familiari di Andrea Maggi: «Non ci arrenderemo mai a questa ingiustizia»
di Raffaella Di Claudio
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Domenica 28 Febbraio 2021, 00:10

RIETI - «Non mi fermerò e insieme ai miei fratelli farò tutto quello che è nelle mie possibilità affinché Andrea ottenga giustizia. Lo faccio per lui, per suo figlio Flavio che sta vivendo un inferno e per noi tutti». E’ arrabbiato e le sue parole sono gonfie di dolore. Roberto Maggi, fratello maggiore di Andrea, ucciso a 30 anni dall’onda d’urto e dalle fiamme divampate dall’esplosione dell’autocisterna nell’area di servizio di Borgo Quinzio, non vuole arrendersi. 

La rabbia. «Quando abbiamo appreso quanto accaduto siamo rimasti sconcertati. Sapevamo che non c’erano risultati, ma mai avremmo immaginato una situazione simile. E’ una vergogna. Spero che il giudice delle indagini preliminari abbia una coscienza e non archivi – dichiara Roberto -. Dopo aver subito il dolore della perdita di un fratello, che ha fatto una morte terribile, sentirsi dire che non ci sono colpevoli è inaccettabile. Non volevo crederci. Avevamo vissuto una cosa simile quando è morto mio padre in un incidente stradale rimasto senza responsabili: una seconda volta non lo permetteremo. Non lasceremo impunita questa tragedia, non ci faremo convincere che è stato il destino: chi ha sbagliato deve pagare. Lo faccio per Flavio, che sta per compiere nove anni e sta vivendo un dramma, visto che era legatissimo al padre. Sembra che la giustizia – continua Roberto - per le persone oneste non debba esistere e che si debba tacere e accettare chi vuole farci credere che sia stata solo una fatalità. Mio fratello non lo merita, ma neanche Stefano Colasanti, il vigile morto insieme a lui e i tanti feriti che per tutta la vita porteranno i segni delle ustioni di quel giorno. Tutto quello potrò, farò. Lo devo a mio fratello che viveva per fare stare bene il figlio, invece oggi non c’è più e il bambino si trova senza di lui e senza giustizia». 

Il sindacato Cisl. Sgomento da parte della Federazione della sicurezza della Cisl. «Non si può pensare – dichiara Massimo Vespia della Fns Cisl - che dopo 24 mesi di tempo trascorsi, il ritardo nella redazione di una documentazione tecnica possa mettere in dubbio il diritto alla giustizia per due famiglie che hanno subito delle perdite così gravi. Piena fiducia nella magistratura ma è necessario continuare a tutelare i diritti della famiglie del vigile del fuoco Stefano Colasanti, di Andrea Maggi e di tutti coloro che restarono coinvolti - compresi pompieri dei distaccamenti di Poggio Mirteto e Montelibretti - della terribile esplosione». 

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