MATTIA SANTORI

Sardine a Bologna in piazza con i vip: «Siamo 40.000, noi cercati anche dai 5 Stelle»

Lunedì 20 Gennaio 2020 di Mario Ajello

dal nostro inviato
BOLOGNA Un concertone stile primo maggio, per battere la destra. Hanno scelto bene lo strumento le Sardine? Si, a giudicare dal numero di partecipanti in piazza a Bologna centro: «Siamo 40mila e già questa è una vittoria», esulta il leader Mattia Santori. Ma è domenica prossima che si deciderà davvero il risultato e la piazza bolognese - dove non sventolano bandiere del Pd ma quello è il riferimento vero - è un impasto di voglia di vincere, e di giocarsi politicamente da parte delle Sardine la vittoria sul tavolo del vagheggiato partito nuovo o nuovo partito di cui parla Zingaretti, e paura di perdere.

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Sardine a Bologna, Woodstock anti-Salvini

Da questo punto di vista piazza 8 agosto - dove la Woodstock canora anti-Salvini si è svolta tra combat rock, La Locomotiva e i sermoni vintage di Fabrizio Barca e (aiuto!) Sandro Ruotolo neocandidato da De Magistris e dal Pd in salsa grillina alle suppletive di Napoli - è parsa divisa in due. Tra i fiduciosi e gli scettici: sarà dura vincere. Troppi vip sul palco - spopola Pif ma la star è Marracash e i più simpatici sono i vecchi Skiantos che hanno riadattato il loro hit Mi piaccion le sbarbine in Mi piaccion le sardine - ma almeno la folla anti-salvinista non ha demonizzato l'avversario. Zero immagini contundenti, come al tempo dell'antiberlusconismo chiodato, giusto qualche sfottò del tipo: «Salvini birichino». E un solo striscione, il più grande di tutti, un po' d'antan: «Amnistia sociale, No ai decreti sicurezza, Libertà per Nicoletta Dosio e per tutti i No Tav».


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Il leader delle Sardine Santori: "Se continuiamo così il populismo ha già perso"

C'è da chiedersi però: Santori può dire sul serio, di un concerto dove suona la Bandabardò, che «probabilmente sarà il punto di svolta della politica italiana»? Lo ha detto. E ha raccontato, da personaggio ormai a suo agio nel circuito politico-mediatico, un particolare significativo: «Bonaccini rispetta la nostra autonomia. Invece alcuni big dei 5Stelle, ma non direttamente Di Maio, ci hanno contattato». Il che la dice tutta sulla situazione, di solitudine e di ricerca di qualche appiglio purchessia, da parte del partito di Di Maio privo di bussola e spodestato come novità da questo movimento che somiglia poco o niente al grillismo e lo guarda come il passato di un'illusione anti-politica.

Si sentono molto investiti di un compito politico-politico i giovani di Santori. E se aiuteranno la sinistra a vincere in Emilia, la sinistra proverà a cooptarli o dovrà considerarli come una sua costola. Ammesso che le Sardine, fuori dall'Emilia-Romagna che le ha generate, possano avere un senso, e le prime prove nazionali - a piazza San Giovanni a Roma soprattutto - non hanno entusiasmato granché. Lo ammettono anche loro: «Nelle altre regioni non ci hanno ascoltato». Loro che predicano «l'unità del fronte anti sovranista» non sono riusciti a farla praticare in Calabria, dove infatti il Pd è destinato a una probabilissima disfatta nel voto di domenica.

«Siete come un raggio di sole in mezzo a una grande pioggia», dice Guccini nell'endorsement videoregistrato e mandato in piazza. E loro: «Non siamo più noi che rincorriamo Salvini, è lui che rincorre noi». E ancora: «Possiamo cambiare il risultato delle elezioni». Di più, pensano di aver cambiato il tono della discussione pubblica in questo Paese: «Siamo la dimostrazione - spiega Mattia - che a volte il buon senso, la parola, il non urlare, il non giocare sporco può ancora pagare».

Si sentono forti e addirittura proclama Mattia: Diventeremo noi la vera alternativa al sovranismo e al populismo di destra». Ma prima devono portare voti a Bonaccini prendendoli da quelli che lui ancora non ha. E questo è maledettamente difficile.

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Ultimo aggiornamento: 15:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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