Lockdown, violate le misure: dalla zona rossa a Roma il sit-in pericoloso delle Sardine

Lockdown, violate le misure: dalla zona rossa a Roma sit-in pericoloso dellle Sardine
di Mario Ajello
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Domenica 7 Marzo 2021, 07:37 - Ultimo aggiornamento: 18:50

Si assembrano le Sardine, davanti e dentro la sede del Pd al Nazareno, e non potrebbero. Arrivano per lo più da città emiliane e romagnole in zona rossa e non potrebbero spostarsi da lì. Infrangono il divieto di spostamenti tra una regione e l'altra, e questo è molto grave. Si prendono una libertà fuorilegge, mentre tutti gli altri - anche a costo di grandi sacrifici - rispettano le norme e i divieti. Dicono di essersi tamponati questi agit prop movimentisti, ma nessuno ha verificato che lo abbiano fatto davvero. Ieri insomma non si è vista una bella pagina.

 

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LA MANIFESTAZIONE
Una manifestazione autoreferenziale della sinistra e tutta politica dentro il recinto mediatico delle diatribe di Palazzo e di partito, e non la protesta di una categoria impoverita dalla crisi della pandemia o lo sfogo di ristoratori costretti a stare chiusi la sera o il presidio di padri di famiglia che hanno perduto il lavoro, si è preso il diritto sbagliato di stracciare le norme e di oltraggiare gli sforzi di rispetto del rigore e del buon senso del resto dei cittadini italiani e di occupare la scena illegalmente.

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Da Bologna città chiusa non ci si potrebbe muovere, per venire a Roma, ed ecco invece il conducator di queste Sardine vogliose di farsi vedere - il bolognese Mattia Santori - il quale scende con supponenza radical chic dalla capitale emiliana a Roma e ogni suo ricciolo manda un solo messaggio: me ne infischio!
Il problema è che la Questura di Roma sarebbe dovuta intervenire per sgombrare questo insulto alle regole ma non lo ha fatto. Con questa motivazione: dovevano, secondo il regolamento, essere fermati in partenza dalle loro province in zona rossa questi giovani e se le polizia di quelle contrade non lo ha fatto non lo può fare la polizia di quaggiù. E perché mai? Perché un intervento nella città di arrivo avrebbe infranto, sempre secondo le motivazioni addotte, il diritto a manifestare considerato prioritario rispetto alle restrizioni degli spostamenti tra regioni. Bizantinismi, evidentemente. Di fatto, hanno goduto del diritto, non sancito da niente e da nessuno, all'anarchia le Sardine. E questa intollerabile ma tollerata infrazione della legge può rappresentare un precedente assurdo e insieme pericoloso: se possono fare questo i giovani di questo gruppetto ormai assimilato ai protagonismi della politica politicante, allora chiunque altro, anche con motivazioni più valide e sostanziose come la crisi economica che non risparmia nessuno e si accanisce su tante fasce di popolazione, potrà continuare a scendere in piazza senza scrupoli legalitari né sanitari.

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Ecco, proprio un brutto spettacolo ha dovuto subire ieri l'Italia che lotta conto il contagio e che spera in un governo che la porti fuori dal tunnel, con responsabilità e rigore. Lo spettacolo di una minoranza arrogante. Che poi è la stessa, ma qui siamo alla politica-politica, assai meno interessante della scena sociale, che ha deciso di dire la sua nella crisi del Pd. La cui presidente, Valentina Cuppi, invece di appellarsi alla polizia perché sgombrasse tutto, ha elogiato i manifestanti. E così ha fatto anche il segretario dimissionario del partito Zingaretti («Le Sardine sono energie della democrazia»). Intanto, in vista dell'assemblea nazionale del prossimo weekend, si è formato l'asse Franceschini-Guerini. Obiettivo: portare Roberta Pinotti alla guida temporanea del partito. Ma c'è da superare lo scoglio Orlando, che punta alla reggenza e poi alla segreteria.
E dunque la spunta Pinotti? La più concreta alternativa potrebbe essere Debora Serracchiani, perché non appartiene a nessuna delle correnti militarizzate.

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