Parnasi ai pm: «Ho finanziato il Pd con una finta consulenza»

Venerdì 22 Novembre 2019 di Valentina Errante
L'impenditore Luca Parnasi

Ha ammesso di avere finanziato il Pd, alla vigilia delle ultime politiche, commissionando alla fondazione Eyu, uno studio fittizio. Davanti ai pm, nel giugno del 2018, il costruttore Luca Parnasi, a processo per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione per l'affaire stadio, ha riconosciuto che quella consulenza era un modo per veicolare 150 mila euro al Pd. Nello stesso verbale, Parnasi ha invece negato che il contributo (250 mila euro) all'associazione Più voci, emanazione della Lega, fosse un finanziamento. Ma poi ha aggiunto che gli serviva «per accreditarsi agli occhi degli esponenti del partito» e che alle ultime politiche avrebbe dovuto versare altri soldi. Negli atti dell'inchiesta a carico di Francesco Bonifazi, ex tesoriere del Pd (oggi Italia Viva) e Giulio Centemero, senatore e tesoriere della Lega, accusati insieme a Parnasi di finanziamento illecito c'è anche questa ammissione.
SOLDI PER IL PD
«Sia io che mio padre abbiamo sempre sostenuto il Pd con finanziamenti ufficiali. Ho conosciuto la fondazione Eyu tre o quattro anni addietro - spiega Parnasi - Bonifazi nel periodo dell'ultima campagna elettorale mi chiese di raggiungerlo alla sede del partito e mi rappresentò la possibilità di acquistare uno studio di fattibilità sulla casa condensato in un volume di poco più di un centinaio di pagine. Io aderii e effettuai l'acquisto con la immobiliare Pentapigna, sebbene non avessi né come persona né come gruppo alcun interesse a questo studio. Fu un modo per far affluire liquidità al Pd». Due i bonifici: 100mila euro il 1 marzo 2018 e 50mila il 5 marzo. «Bonifazi - continua Parnasi - era per me da un lato rappresentante di Eyu e dall'altro rappresentante, quale tesoriere, del Partito democratico. Per me - ha aggiunto il costruttore - fu un modo di fare affluire, come in passato, finanziamenti al Pd, con la differenza che i precedenti finanziamenti passavano per delibera ufficiale della società. Questo finanziamento viene mascherato dal contratto di acquisto per l'importo di 150mila euro». Una circostanza che Bonifazi ha smentito, sostenendo di essersi limitato a mettere in contatto Parnasi e Domenico Petrolo, responsabile relazioni esterne di Eyu, anche lui a rischio processo.
LA LEGA
«Con riferimento all'associazione Più Voci - dice sempre Parnasi - a cavallo tra il 2015 e 2016 io ho effettuato due bonifici di 125mila euro. L'associazione era rappresentata da Giulio Centemero che io conoscevo e che era il tesoriere della Lega. Formalmente era un'associazione che promuoveva lo sviluppo immobiliare nel Nord Italia e io avevo interesse a finanziarla perché mi apriva la strada per estendere la mia attività anche in quella zona». E continua: «Ci furono due cene, una Roma e una Milano. In quest'ultima cena intervennero una decina di imprenditori di tutti Italia ed era presente Parisi e solo per un saluto Salvini. Nella cena a Roma intervenne Salvini e forse anche la Meloni. Non so se lei sia intervenuta ma certo era in programma la sua presenza. In ciascuna delle due cene doveva essere presente il candidato sostenuto dall'associazione a Roma (Meloni) e a Milano (Parisi). Non si trattava di un finanziamento al partito. Centemero, tesoriere della Lega, mi propose di dare questo sostegno all'associazione e io ho effettuato l'erogazione per sostenere l'associazione». Poi aggiunge: «Prima dell'ultima campagna elettorale avevamo discusso di fare un'ulteriore erogazione a sostegno di Radio Padania, poi non se n'è fatto nulla per carenza di liquidità».
 

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