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Governo, dall'appoggio esterno alla verifica di maggioranza: le parole chiave per capire la crisi

I grillini, come annunciato, si sono astenuti dal voto sul dl Aiuti: cosa succede ora?

Governo, dall'appoggio esterno alla verifica di maggioranza: le parole chiave per capire la crisi
4 Minuti di Lettura
Giovedì 14 Luglio 2022, 15:50 - Ultimo aggiornamento: 16 Luglio, 10:40

Nella maggioranza, in subbuglio per il voto di fiducia al Senato, si riconcorrono da ore le più disparate ipotesi. C'è chi pensa già ad elezioni anticipate come la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni. Chi, come Silvio Berlusconi, spinge per una verifica di maggioranza. Chi ancora, come Matteo Renzi, opta per un Draghi bis o un rimpasto politico o tecnico. Quel che è certo, è che l'astensione dei grillini dal voto sul dl Aiuti potrebbe spingere il premier Mario Draghi a salire al Colle, per poi tornare alle Camere e verificare se esiste ancora la maggioranza che lo ha sostenuto in principio. 

Ruota proprio intorno ad alcune di queste parole il lessico della crisi. Conoscerlo, è la via per comprendere meglio i destini che potrebbero segnare la legislatura.

Verifica di maggioranza

Si ricorre alla verifica di maggioranza quando si vuole avviare un confronto interno alle di Governo. L'obiettivo per il presidente del Consiglio che, in genere lo conduce, è accertarsi di quali forze siano ancora disposte a dare il loro sostegno al mandato governativo. A seguito di una verifica, la composizione del governo può restare inalterata. Oppure, in caso di sfilamenti, si può procedere con un rimpasto di Governo. 

Rimpasto 

Il rimpasto è una delle strade più utilizzate per evitare la crisi. Consiste, infatti, nel cambiamento nella composizione dell’esecutivo senza ricorrere alle dimissioni di tutto il governo, adeguando la distribuzione delle cariche governative ai cambiamenti politici avvenuti. Può riguardare un singolo ministro o più di uno, nel caso in cui il partito ritiri l'intera delegazione di ministri. Si parla di rimpasto però, anche per il rinnovo dell'intera compagine governativa, fatto salvo il Presidente del Consiglio. Nonostante sia una formula frequentemente utilizzata, il rimpasto rappresenta una prassi politica e come tale non trova mezione all'interno della Costituzione. 

Appoggio esterno 

Con l'appoggio esterno, la forza politica fuoriscita dal Governo o che non ne fa parte  potrebbe supportare l'esecutivo in alcuni casi: in modo diretto - tramite voti di fiducia espliciti - o indiretto - attraverso astensioni o assenze. Questa via, recentemente ventilata in casa 5 stelle, garantirebbe ai grillini il sostegno ad alcuni provvedimenti a loro cari, e l'assenza dal voto sulle norme giudicate più controverse.

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Governo balneare e di transizione

Espressioni tipiche del gergo politico, tornate in auge al tempo della crisi del Papeete del Governo Conte 1, fanno riferimento entrambe ad esecutivi nati per essere di breve durata. Se al governo balneare si ricorre durante "la pausa estiva", in vista di elezioni anticipate al ritorno dalle vacanze, ai governi di transizione spetta traghettare il Paese in un arco di tempo più ampio, ma sempre verso successive elezioni politiche. 

Elezioni anticipate

L'ultimo scenario, evocato da più parti dai conquilini della maggioranza, è quello delle elezion anticipate. Una scelta simile condurrebbe allo scioglimento delle Camere. La Costituzione su questo punto detta tempi precisi. Prevede che debbano passare almeno 45 giorni dallo scioglimento delle Camere alle elezioni vere e proprie, per un massimo è 70 giorni. L'eventuale indizione di elezioni anticipate a settembre andrebbe anche conciliata con scadenze importanti. Una tra tutte, la nota di aggiornamento al Def che va presentata alle Camere entro il 27 settembre. E poi, il Documento programmatico di Bilancio da inviare alle  Commissione Ue entro il 15 ottobre, mentre la legge di Bilancio vera e propria deve arrivare alle Camere entro il 20 ottobre. 

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