Luigi Strangis: «Ho detto no a Sony, è meglio con Maria De Filippi. Ho il diabete da quando ho 16 anni, ma ho imparato a conviverci»

In finale un plebiscito: al televoto record con 5,4 milioni di voti ha preso il 76,4% delle preferenze contro il ballerino Michele

Luigi Strangis: «Ho detto no a Sony, è meglio con Maria De Filippi. Ho il diabete da quando ho 16 anni, ma ho imparato a conviverci»
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Martedì 17 Maggio 2022, 06:50 - Ultimo aggiornamento: 19 Maggio, 11:42

Il primo pensiero, dopo essere stato proclamato vincitore di Amici 21 con un plebiscito (al televoto record con 5,4 milioni di voti ha preso il 76,4% delle preferenze contro il ballerino Michele), l'ha rivolto a mamma e papà, che hanno fatto il tifo per lui da Lamezia Terme: «Merito loro se sono venuto qui: io, che suonavo punk, ero un po' titubante», ha detto Luigi Strangis, il 21enne cantautore calabrese che domenica sera, nella finale del talent di Maria De Filippi (28,65% di share, pari a 4,3 milioni di spettatori su Rai1 Amadeus con il documentario Sanremo 72 si è fermato al 7% di share, 1,2 milioni di spettatori), ha sbaragliato la concorrenza di Sissi, Albe e Alex e dei ballerini Serena e Michele, vincendo 150 mila euro in gettoni d'oro.

Il secondo, di pensiero, l'ha rivolto alla stessa conduttrice: «Devo ringraziarti infinitamente per quello che mi hai dato», ha detto. Diciassettesimo cantante a vincere il talent, Luigi Strangis è anche il primo a pubblicare il proprio disco si intitola Strangis e uscirà il 3 giugno per la neonata etichetta discografica 21co, fondata da personaggi legati al programma come gli ex concorrenti Giordana Angi e Briga, l'autrice Emanuela Sempio e Gabriele Costanzo (figlio di Maria De Filippi e Maurizio Costanzo), ma dietro c'è l'intero staff del talent: «Ho detto di no alle proposte di colossi come Virgin e Sony, che avevano manifestato dell'interesse per me».

Quali garanzie ha avuto in cambio?

«Una cura e un'attenzione che le major, molto più impegnate a lavorare grosse quantità di musica, forse non avrebbero potuto darmi. È stato un onore sapere che alcune di queste avevano fatto una proposta per pubblicare il mio Ep, ma con 21co, dopo dieci mesi vissuti nel talent, mi sento in famiglia. Ho pensato che rimanere fosse la scelta migliore. La musica, per me, non è una multinazionale».

Cosa vuole dire?

«So che 21co può non avere la stessa forza di grandi major, ma spero e credo che proprio per questo possa concentrarsi al meglio su di me e il mio percorso. Superando lo scoglio delle leggi di mercato che ci vogliono sempre di successo disco dopo disco, altrimenti vieni subito messo da parte, come è accaduto a molti».

A chi si riferisce?

«A quelli che dopo i talent hanno scelto le major e poi sono scomparsi. Prima di fare il grande passo, io vorrei strutturarmi meglio, senza fretta».

E quindi? Resterà per sempre indipendente?

«Non sto dicendo questo. E nemmeno che le major sono il male. Se in futuro mi sentirò pronto per farlo, accetterò altre proposte».

Il percorso ad Amici è stato tutto rose e fiori?

«No. Sono entrato senza essere pienamente convinto di quello che stavo facendo: Sono davvero pronto ad affrontare un'esperienza del genere?, mi chiedevo. Nel 2019 a X Factor mi scartarono. A Lamezia facevo punk. È per questo che ho lo smalto nero sulle unghie. Con la band suonavamo Nirvana, Blink-182, Sex Pistols. Temevo che il talent mi snaturasse».

Amici 21, Luigi Strangis è il vincitore: «Merito della mia famiglia se sono qui». Poi (in lacrime) ringrazia Maria De Filippi

E invece?

«Non è successo. Hanno creduto in me. Nei momenti di crisi Maria mi ha aiutato ad essere meno introspettivo. Con la mia chitarra ho suonato Black Betty dei Ram Jam, Baby Did a Bad Bad Thing di Chris Isaak, Kobra della Rettore e riarrangiato Rumore della Carrà, l'unica cover presente nel mio Ep».

In finale ha cantato Tondo, scritta da Enrico Nigiotti, altro ex concorrente di Amici: lei scrive?

«Sì. Ma mi piace anche cantare canzoni degli altri, cercando di metterci del mio».

Il brano racconta la storia di un ragazzino in sovrappeso, vittima di bullismo: c'è dell'autobiografico?

«No, non è stata scritta pensando a me: io mi sono semplicemente limitato a interpretarla. È importante lanciare, attraverso la posizione privilegiata che occupiamo, messaggi di questo tipo ai ragazzi che ascoltano le nostre canzoni».

Ad Amici si è spesso parlato dei suoi problemi con il diabete: come l'ha gestito, all'interno del talent?

«Ho imparato a conviverci. Per stare bene porto sulla pelle un piccolo apparecchio chiamato microinfusore, che mi inietta automaticamente l'insulina ogni volta che ne rileva il bisogno».

Quando le è stato diagnosticato?

«A 16 anni. Continuavo a dimagrire. Un giorno misurai la glicemia con il glucometro: cominciò così, prima dei controlli che portarono alla diagnosi».

Cosa le ha insegnato?

«Che nella vita ci sono altre sfide, oltre a quelle di Amici. E io voglio vincerle».

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