Metalli in falda sotto la Nucleare, bocciati i chiarimenti Sogin

Metalli in falda sotto la Nucleare, bocciati i chiarimenti Sogin
di Rita Cammarone
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Martedì 25 Ottobre 2022, 19:04

Le cause delle eccedenze di arsenico, ferro, manganese e solfati nelle acque sotterranee attorno all'ex centrale nucleare di Borgo Sabotino vanno documentate. Non basta dichiarare che sono determinate da cause naturali.
E' quanto emerso dalla conferenza dei servizi indetta dal Comune di Latina, a marzo 2022, relativamente all'analisi della presenza di elementi chimici con concentrazioni superiori ai valori soglia. L'esito della conferenza, sulla base della campagna di monitoraggio comunicata all'ente a febbraio 2022 dalla società Sogin, è stata resa nota soltanto ieri con pubblicazione della determinazione del servizio Ambiente del 18 ottobre scorso. Con quest'atto il Comune ha dichiarato di non procedere all'approvazione del documento Sogin, disponendo la produzione da parte della stessa società, quale soggetto obbligato, di un elaborato progettuale che si fondi sulle linee guida del Sistema nazionale protezione ambiente (Snpa) per la definizione dei valori di fondo nei suoli e nelle acque.


IL PARERE ARPA
Alla base dell'esito negativo della conferenza di servizi il parere dell'Arpa Lazio, allegato alla determinazione del servizio Ambiente. L'agenzia regionale ha scritto, nero su bianco, che l'elaborato trasmesso dalla Sogin non era un documento previsto dalle procedure operative e amministrative e che pertanto non poteva essere oggetto di valutazione. Come dire, un documento senza alcun valore. Il giudizio severo emesso nei confronti della Sogin, che gestisce lo smantellamento dell'ex centrale nucleare di Borgo Sabotino, viene motivato nel verbale della conferenza, anche questo diventato pubblico da ieri.


LA CONFERENZA

Per conto della Sogin è intervenuto l'ingegnere Papacé, rendendo noto che per quanto riguarda i composti organici volatili, in particolare per il cloruro di vinile, la società è giunta ad una valutazione positiva sulle attività di bonifica da mettere in campo e che, nel corso del monitoraggio periodico, sono emerse eccedenze di altra natura che «si riscontrano all'interno di quella tipologia di roccia e di suolo che abbiamo nella centrale di Latina e in tutta la zona». L'ingegnere ha così sostenuto che essendo il sito di fronte alla costa si ha una «intrusione di cuneo salino» che favorisce la presenza di elementi chimici e idrochimici.
Con queste motivazioni, la Sogin aveva proposto di continuare a monitorare l'andamento degli analiti, non ritenuti contaminanti, nell'ambito del piano predisposto per la bonifica da cloruro di vinile. Di contro, il dottor Mauro D'Angelantonio, direttore del servizio Suolo e Bonifiche di Arpa Lazio, ha fatto presente che, pur essendo plausibile che i valori in eccedenza siano riscontrati a cause naturali e quindi non imputabili all'attività della società, è necessario «un elaborato progettuale che si fondi su quelle che sono le linee guida Snpa per la definizione dei valori di fondo nei suoli e nelle acque, e che venga - appunto - sottoposto alla valutazione di tutti gli enti».
«Ci aspettiamo ha detto - un elaborato tecnico che abbia una base solida. Per quanto riguarda la prosecuzione del monitoraggio nulla quaestio da parte dell'Arpa Lazio, purché vi sia l'assunzione dell'elaborato richiesto. Anche perché ha precisato il dottor D'Angelantonio - parliamo sempre di superamenti. É vero che sono comunque elementi comuni, come l'arsenico, come può essere il ferro, come può essere il manganese e lo stesso alluminio, però - ripeto - a tutti gli effetti sono dei superamenti. C'è la possibilità di attribuirli a cause naturali, però questa va fatta rispettando un determinato cammino. Tutto qua. Io dovevo soltanto dire questo. Non ho osservazioni sul documento, perché non avevo un elemento per giudicare negativamente o meno quanto presentato».
 

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