In piena notte a casa di Mannoia, stalker arrestata: poi la cantante spiega su Instagram

Giovedì 1 Agosto 2019 di Adelaide Pierucci
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​In piena notte a casa di Mannoia, stalker arrestata

Gli appostamenti sotto casa, le citofonate, gli squilli notturni, le lettere, gli sms e le richieste incessanti, dai soldi ai biglietti per i concerti. E’ dovuta intervenire la polizia l’altra notte per fermare ed arrestare una persecutrice di Fiorella Mannoia. Una trentunenne romana divenuta da fan a stalker. Una follower ossessionata che nelle notte tra lunedì e martedì è ripresentata nella casa romana della cantante, a Torpignattara, ha urlato e citofonato a lungo e poi con una panca ha provato a sfondarne la porta. L’artista, che ha sempre vissuto con la massima riservatezza i comportamenti persecutori della fan, è stata costretta ad avvertire la polizia, e per la stalker è scattato il fermo, ora al vaglio del giudice.

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L’INCUBO
Una stalker ben nota alla cantante, considerato che è costretta da anni a fare i conti con le sue invadenze. «Non voglio perdere un concerto. Dammi soldi o biglietti gratis». «Rispondimi». Gli insulti, le minacce, si mescolavano da mesi con frasi di ammirazione «Sei unica».
Per la trentenne, così, all’insaputa della stampa, già l’anno scorso era scattato un divieto di avvicinamento e di comunicazione con la sua artista del cuore. Una misura stabilita per sei mesi, e ormai scaduta. Senza tener conto del precedente giudiziario, così, la follower col pallino fisso della cantante ha ripreso indisturbata i suoi comportamenti persecutori allargandoli anche alla nipote e alla sorella della cantante, ma anche ai vicini di casa, svegliati nel cuore della notte.
 

A Fiorella Mannoia era già capitato di varcare il cancello di piazzale Clodio per questioni legate al reato di stalking. Due anni fa aveva testimoniato in una aula contro una anziana, una stalker condominiale, condannata, che per 18 anni aveva perseguitato la figlia della sorella della cantante. «Mia nipote vive da anni in un incubo - aveva dichiarato in aula al giudice - perché una condomina le toglie serenità. Più di una volta mi sono recata a casa sua per sostenerla rendendomi conto di persona del suo profondo disagio». «Sbatteva a tutte le ore un bastone alle pareti. Si attaccava al citofono insistentemente», aveva aggiunto l’artista. «E soprattutto aveva installato delle telecamere all’androne del palazzo con le quali controllava gli spostamenti delle proprie vittime». Nell’occasione la Mannoia, però, aveva evitato di fare riferimenti all’incubo personale. Venuto allo scoperto solo dopo l’inferno scatenato nel palazzo che, appunto, ha portato al fermo degli uomini della Quarta Sezione della Squadra Mobile e alla richiesta di arresto sollecitata dal pm Eleonora Fini. Oggi l’interrogatorio.

Ultimo aggiornamento: 2 Agosto, 07:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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