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Crac Banche, sale il fondo-indennizzi: fino a 180 milioni per i risparmiatori

Crac Banche, sale il fondo-indennizzi: fino a 180 milioni per i risparmiatori
di Michele Di Branco
3 Minuti di Lettura
- Ultimo aggiornamento: 10 Marzo, 14:29

ROMA «Chi è stato truffato avrà i soldi fino all’ultimo centesimo» ha garantito Matteo Renzi domenica scorsa nel salotto Tv di Barbara D’Urso cercando di rassicurare i quasi 12 mila italiani traditi dal salvataggio di Banca Marche, Banca Etruria, Carife e Carichieti che ha bruciato i loro risparmi. Ma di rinvio in rinvio siamo arrivati quasi a metà marzo e dei due decreti (un provvedimento interministeriale con le regole sugli indennizzi e un Dpcm per fissare gli arbitrati ) non c’è ancora traccia. Il ministero del Tesoro, l’Anac e il ministero della Giustizia hanno concluso il loro lavoro ma Palazzo Chigi non ha ancora dato l’ok all’operazione e a questo punto il rispetto della scadenza di fine mese fissata dalla legge di Stabilità (90 giorni dall’entrata in vigore della manovra) appare ormai difficile. Il governo avrebbe infatti inviato la documentazione al Consiglio di Stato per un parere preventivo ma, fino a ieri, i giudici di Palazzo Spada non avevano ancora ricevuto il testo. Insomma l’operazione, che diverse fonti governative in più di una circostanza avevano annunciato come imminente rischia di slittare ancora. Provocando diffuso malumore nella maggioranza. E in particolare nel viceministro all’Economia, Enrico Zanetti che anche ieri, come alcuni giorni fa, ha ribadito il proprio stupore. «Non capisco per quale ragione il Decreto non venga ancora emanato. Bisogna accelerare, perché solo verificando come sono andati i fatti si può accertare la verità e restituire fiducia ai cittadini». Tra i nodi da sciogliere ci sarebbe innanzitutto quello di identificare i requisiti per poter essere nominati arbitri delle Camere arbitrali istituite presso l’Autorità anticorruzione. Ma la vera patata bollente starebbe nell’individuazione dei criteri presuntivi di non adeguata informazione da parte delle banche che avevano venduto le obbligazioni subordinate. 
 
I NODI APERTI
Il governo, soprattutto in vista della tornata elettorale amministrativa di primavera, è consapevole che ogni decisione provocherà scontento, in un clima già particolarmente caldo per banche e risparmiatori, reso incandescente anche dal caso mutui. Per questa ragione una delle ipotesi che si sta facendo strada, nella scrittura dei parametri necessari per essere indennizzati, sarebbe addirittura quella di lasciare tutto alla discrezionalità degli arbitri e quindi all’esame caso per caso. Una scelta che amplierebbe la platea dei potenziali beneficiari. Con la conseguenza che i 100 milioni fatti confluire nel Fondo di solidarietà (a fronte di un danno complessivo di 339 ) potrebbero non essere sufficienti. Non a caso ieri Scelta Civica (partito del quale Zanetti è leader) ha presentato un emendamento al Decreto banche in Commissione finanze alla Camera nel quale si apre alla possibilità di allargare la dotazione del Fondo. Anche attraverso la distribuzione di un eventuale extra-gettito derivante dalla vendita dei crediti deteriorati delle 4 banche. Secondo una valutazione preliminare del Tesoro, peraltro, servirebbero non meno di 180 milioni per distribuire rimborsi adeguati a chi, dopo aver presentato domanda, vedrà accolta la sua richiesta.
 

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