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Abbagnato minacciata, parla la ballerina «esclusa»: «Per colpa sua ora faccio la segretaria»

Abbagnato minacciata, parla la ballerina «esclusa»: «Per colpa sua ora faccio la segretaria»
di Michela Allegri
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 31 Gennaio 2018, 00:07 - Ultimo aggiornamento: 1 Febbraio, 08:07

Per tutta la giornata non vuole parlare. È scossa e turbata, ha quasi paura a mettere piede fuori di casa. Poi, decide di confidarsi, nello studio del suo avvocato. Racconta che la danza è sempre stata una passione vitale, che lavora al Teatro dell’Opera di Roma da anni, «anche se ora sono costretta a fare la segretaria, sul palcoscenico non ci salgo più».

Silvia - il nome è di fantasia - è la figlia della donna finita sotto processo per diffamazione e calunnia nei confronti di Eleonora Abbagnato, étoile dell’Opera di Parigi, che dal 2015 dirige il corpo di ballo del Teatro dell’Opera della Capitale. A spedirla sul banco degli imputati, alcune lettere anonime, spedite ai più importanti quotidiani e inviate anche alla Procura, in cui la Abbagnato veniva insultata, minacciata, accusata di avere favorito alcuni “privilegiati” e di essere in combutta con l’impresario teatrale Daniele Cipriani per distruggere il corpo di ballo. «Non è stata mia madre - racconta Silvia tramite l’avvocato Michela Scafetta - anche se io mi ero confidata con lei, perché da quando è arrivata la Abbagnato al Teatro dell’Opera per me le cose sono cambiate». Chi conosce la ballerina la descrive come una ragazza bellissima, solare, piena di amici, «non è mai piaciuta a Eleonora e la hanno messa da parte». È arrivata nel corpo di ballo romano nel 2010, dopo avere studiato in Russia e all’Accademia di danza della Capitale, «ho un ottimo rapporto con tutti i colleghi, non capisco come sia potuta succedere una cosa del genere - si sfoga con l’avvocato - ballavo spesso, ho anche lavorato in produzioni di rilievo. Poi all’improvviso hanno cominciato a mettermi dietro le quinte, come se stessi in panchina, scendevo in campo solo se qualcuno si faceva male». La ragazza sostiene di essere stata progressivamente esclusa dagli spettacoli, senza un motivo valido, «quando chiedevo spiegazioni, tutti glissavano».

IL LICENZIAMENTO

Quest’anno Silvia è stata licenziata. «Era un provvedimento ingiusto - sostiene l’avvocato Scafetta - quindi hanno trovato una soluzione per tentare di risolvere le cose». Dopo l’intervento dei sindacati, infatti, la ragazza è stata nuovamente assunta con mansioni amministrative e di segreteria. Un provvedimento che tre giorni fa la Abbagnato ha commentato con un post sui social, poi rimosso: «Purtroppo è ancora in teatro a girare negli uffici». Da quel giorno, Silvia non balla più, almeno per professione. E il processo? «Non è stata mia madre a mandare quelle lettere». Secondo la ricostruzione della difesa si tratterebbe di un equivoco, insomma. Anzi, di un malinteso social: la donna è stata identificata da tre fotografie pubblicate su Facebook proprio da Silvia.

La madre, che non vive a Roma, le aveva mandato dei barattoli di marmellata e sulle etichette aveva scritto a mano il nome degli ingredienti. Per il pm Mario Ardigò, titolare del fascicolo, non ci sono dubbi: la calligrafia è la stessa di chi ha scritto le prime due lettere anonime, che erano state compilate a mano, fotocopiate e indirizzate ai vertici del Teatro dell’Opera e alla polizia giudiziaria. Ad appesantire la posizione dell’imputata, per la Procura, anche alcuni sms inviati ai responsabili del corpo di ballo. «Questa donna è stata accusata sulla base delle fotografie di tre barattoli di marmellata e per avere mandato un messaggio a uno dei dirigenti del corpo di ballo per chiedere come mai la figlia non ballasse più. Non è nemmeno stata fatta una perizia calligrafica. Non ci sono prove della sua colpevolezza, siamo certi di uscire a testa alta da questo processo», commenta l’avvocato Scafetta.

L’ACCUSA
L’accusa della Procura, però, è netta: con quelle lettere anonime, l’imputata avrebbe «ripetutamente offeso la reputazione di Eleonora Abbagnato», si legge negli atti. Parte lesa della vicenda, anche Cipriani, impresario che cura le performance della ballerina palermitana fuori dal circuito della fondazione romana e responsabile di spettacoli come “Les étoiles”, che ha appena fatto il tutto esaurito all’Auditorium.
Dal Teatro dell’Opera, per il momento, nessuno commenta. D’altronde, la burrasca arriva dopo un periodo di successi, con un corpo di ballo rinnovato e ringiovanito, su cui i vertici del lirico romano hanno decisamente puntato.
 

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