Sparatorie Usa, Trump: «Pena di morte per le stragi». Si temono altri attacchi

Lunedì 5 Agosto 2019
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Usa, si temono altre stragi: operazione Fbi nel paese. El Paso, il killer non si pente

Il direttore dell'Fbi, Chris Wray, ha ordinato una vasta operazione su tutto il territorio americano per sventare nuove minacce di stragi di massa dopo i massacri di El Paso e di Dayton. Lo rendono noto alcuni media statunitensi citando fonti dell'agenzia investigativa federale. Una task force nel quartier generale del bureau a Washington supervisionerà tutte le informazioni provenienti da ogni angolo degli Usa. La preoccupazione principale è quella di atti di violenza per emulare le sparatorie in Texas e in Ohio.

Patrick Crusius, il 21enne killer di El Paso, viene in queste ore interrogato dagli investigatori e non mostrerebbe alcun segno di pentimento per la strage in cui ha ucciso 29 persone, la gran parte cittadini messicani e di origine ispanica. Il giovane rischia la condanna alla pena di morte.

«Ho chiesto al ministero della Giustizia di proporre una legge che assicuri che coloro che commettono crimini di odio e uccisioni di massa ricevano la pena di morte», ha annunciato Donald Trump, intervenendo alla Casa Bianca dopo le stragi di El Paso e Dayton. Questa proposta legislativa a livello federale, ha detto il presidente, è una delle possibili «aree di collaborazione» con i Democratici, per arginare il fenomeno dei 'mass shootings' in America. «L'odio non deve avere posto in America», ha detto Trump.

Due stragi in 13 ore in Texas e Ohio: 29 i morti, oltre 50 feriti

E, intanto, il Messico minaccia azioni legali contro gli Usa dopo la strage di El Paso, accusando l'amministrazione Trump di non aver adeguatamente protetto i propri cittadini in quello che il ministro degli esteri Marcelo Ebrard ha definito «un attacco terroristico contro messicani innocenti». Almeno 7 quelli rimasti uccisi nella sparatoria e 9 i feriti. «Il presidente mi ha chiesto di assicurare che l'indignazione del Messico si traduca in efficaci, rapide ed energiche azioni mirate a ristabilire un'adeguata protezione dei cittadini messicani negli Stati Uniti, ha affermato Ebrard.

Ebrard ha chiarito che il suo governo sta valutando di presentare negli Stati Uniti una denuncia per terrorismo, chiedendo anche l'estradizione dell'autore della strage. Il ministro, riferisce la tv Milenio, ha sottolineato che si tratta di «una iniziativa che non ha precedenti», per la quale comunque una decisione definitiva dovrà essere presa dal procuratore generale messicano, Alejandro Gertz Manero. «Consideriamo quanto accaduto - ha spiegato il ministro - come un atto di terrorismo contro la comunità messicano-nordamericana e contro cittadini del Messico negli Stati Uniti. Il Messico è indignato, ma non proponiamo di contrapporre l'odio all'odio. Agiremo utilizzando raziocinio, rispetto della legge e fermezza». Ebrard ha poi aggiunto che il suo ministero promuoverà appropriate azioni legali contro chi risulterà responsabile della vendita dell'arma d'assalto e contro chi direttamente ha sparato. La partecipazione del Messico in queste azioni legali, ha concluso, «si propone di accertare se le autorità statunitensi avevano conoscenza o informazioni della pericolosità di Patrick Crusius, il giovane identificato come l'autore della sparatoria».

Ultimo aggiornamento: 6 Agosto, 10:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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