Il 2020 è l'anno del topo: da Mickey Mouse a Topo Gigio la moda celebra i cartoon

Venerdì 10 Gennaio 2020 di Anna Franco

Tre, due, uno... Buon anno! E, soprattutto, nessuna paura dei topi, per favore! No, non si tratta dei classici auguri in ritardo, ma di benevoli auspici da scambiarsi con qualche giorno di anticipo. Nemmeno il tempo, infatti, di smaltire i nostrani spumante e lenticchie che un altro anno è alle porte. Per la precisione quello cinese, il cui inizio si celebra il 25 gennaio e che è dedicato al topo.

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Lo zodiaco cinese è molto diverso da quello occidentale e si basa sull'alternanza di 12 animali, ognuno padrone dell'anno che gli spetta. Da qualche tempo le case di moda non necessariamente cinesi hanno deciso di appuntarsi la data e di celebrarla con collezioni ad hoc. Così, con accessori e abiti che inneggiano al roditore, si alletta l'importante mercato della Grande Muraglia e, con un tocco di esotismo ben calibrato, anche il consumatore occidentale. Gucci ha fatto le cose in grande per brindare al nuovo anno, tanto da avere come ospite speciale il topo più famoso, Mickey Mouse.

LA TRAPPOLA
Le foto della campagna lo ritraggono durante la sua giornata tipo a Disneyland insieme a ospiti d'eccezione vestiti Gucci dalla testa ai piedi, come un cappotto in tela, due camicie, una in lana e una in cotone, e, ovviamente, borse. Topolino, è ovunque: sugli abiti e sugli accessori disegnati da Alessandro Michele e si intreccia spavaldo e sorridente con il motivo della doppia G senza timore di esser preso in trappola. Una liaison, quella tra l'eroe Disney e Gucci, iniziata già nel 2018, quando era stata presentata, per la primavera/estate 2019, una borsa a forma proprio di testa di Mickey Mouse. Da un roditore famoso all'altro ed ecco che Topo Gigio è la star di Alberta Ferretti, che campeggia su portachiavi, pochette, t-shirt e maglie che prediligono il blu o il rosso, il colore della festa in Cina.
Da Etro hanno preferito Jerry, direttamente dal duo Tom&Jerry. Lo troviamo, sorridente e quasi trionfante, forse perché liberato per un po' dalle rincorse del gatto Tom, su shopping e secchielli col tipico sfondo paisley, su magliette e persino su foulard.
Se l'originale Mickey Mouse ha preso impegni con Gucci, Moschino risponde con una sua versione in chiave emo con denti aguzzi, sguardo non proprio rassicurante e il muso allungato. Lo si trova su giubbotti, abiti in cotone e accessori. A proposito di questi ultimi, Marni ha lanciato una décolleté che ricalca le sembianze di un topo. Il tacco piuttosto basso è proprio la sua coda.

LE STAMPE
Givenchy si è affidata alle stampe astratte, che decorano t-shirt, felpe, maglioni e, ancora, parka e giacche a vento, sottolineando la forza del roditore, che, secondo le leggende cinesi, ingaggiò una lotta con un bufalo ed ebbe la meglio. Fendi propone in vendita proprio da oggi le borse Peekaboo e Baguette in pelle rosa o ricoperte di paillettes, mentre per l'uomo opta per un portacarte, scarpe da ginnastica e una borsa a tracolla con stampa mouse angolare. Al rosso intenso si affida Burberry, che tinge di questo colore alcuni tra i suoi capi e accessori più amati come la borsa Lola e le sneaker Union, oltre che un tailleur pantalone, un foulard e, poi, felpe, immancabili t-shirt e bomber.

IL CIONDOLO
Il tutto votato a linee precise e minimaliste. Da Pinko t-shirt e borsa a cilindro hanno come soggetto Rocky Mouse, star navigata di concerti hard rock. Dodo, infine, ha creato una spilla da balia in oro giallo con ciondolo di topino rosso portafortuna. «Se in Cina non è visto come un animale immondo - sottolinea l'antropologo Riccardo Notte, docente presso l'Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano - è però associato a pestilenze e drammi in Occidente. Basti pensare alla favola del pifferaio di Hamelin». Anche il punto di vista di queste collezioni è centrata, secondo lo studioso, sul modo di vedere e pensare americano ed europeo.

I POLITICI
«La globalizzazione è un prodotto culturale ed economico occidentale e anche in questo caso il punto di vista finisce per essere di quelli che trainano - prosegue Notte - I cinesi vivono, al momento, gli stilemi del mondo occidentale, tanto che le loro autorità politiche devono porre dei freni per non ritrovarsi con un'eccessiva penetrazione straniera».

 

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