ROMA

Gucci sfila tra le statue ai Musei Capitolini, spettacolo a Roma

Mercoledì 29 Maggio 2019 di Costanza Ignazzi

Copricapi con gli aculei, corone dorate e tuniche romane sfilano tra i busti di marmo, non lontano dalla Lupa che allatta i suoi gemelli, sotto gli occhi pietrificati della Medusa. La Cruise 2020 di Gucci va in scena ai Musei Capitolini, sapiente mix di passato e presente, di ultime tendenze e storia millenaria. «Perché solo l'antichità pagana risvegliava il mio desiderio, perché era il mondo di prima, un mondo abolito»: la scritta campeggia su un lenzuolo (un caso?) all'ingresso. Le parole, in francese, sono dello storico e archeologo Paul Veyne e Alessandro Michele le prende in prestito tornando nella sua Roma, quella dove è nato, per una sfilata che è un evento ancor prima di cominciare.

Gucci, Virginia Raggi in bianco e nero "sfila" accanto a Naomi ed Elton John
 

 

I TESTIMONIAL
In piazza del Campidoglio arrivano i grandi nomi della moda come Naomi Campbell, della musica come Elton John, del cinema come Salma Hayek. E i testimonial della maison, come Harry Styles e Dani Miller, volto della nuova campagna beauty. Dopo aver portato in scena le sue collezioni resort in luoghi carichi di storia come l'Abbazia di Westminster, la Galleria Palatina di Firenze e la necropoli romana degli Alyscamps ad Arles, Michele ha scelto uno dei primi musei al mondo per una sfilata che è una dichiarazione d'amore alla sua Roma. A cui il direttore creativo ha deciso di fare un regalo: in cambio dell'ospitalità ai Musei Capitolini è stato annunciato un contributo per il recupero della Rupe Tarpea, la parete rocciosa sul lato meridionale del Campidoglio dalla quale, secondo la tradizione, venivano gettati i traditori condannati a morte.
 

 

GIOCHI DI LUCE
Il défilé è il coronamento di un percorso sulle tracce dell'ispirazione storica di Alessandro Michele, che confluisce in tutti i suoi lavori. Prima tappa la Biblioteca Angelica, poi la Libreria Cascianelli, dove i 400 ospiti hanno ritirato l'invito sotto forma di un libro d'epoca diverso per ognuno, e la Cappella di Santa Marta, oltre alla mostra di Paolo Di Paolo, il cui inedito archivio è stato recuperato grazie a Gucci. I modelli sfilano veloci in un sinuoso percorso tra le statue, al termine di una scalinata illuminata solo da candelabri: la maison invita a illuminarli con le torce, che creano magici giochi di luce. Uno dopo l'altro entrano in scena abiti voluttuosi illuminati da paillettes, ma anche maxidress da dea greca, completi di tweed multicolor e per gli uomini, gli shorts cari a Michele, che avevamo già visto la scorsa stagione a Parigi. Domina anche l'eco degli anni Settanta, con cappelli a falda larga, zaini e secchielli con Mickey Mouse e custodie da chitarra con la scritta Gucciband che già vediamo campeggiare tra gli hashtag virali. I gioielli sono di grandi dimensioni: orecchini, ma anche collane e copricapi da suora. Qualche modello ha la scritta Gucci tatuata sulla bocca a caratteri cubitali, qualcun altro porta inciso (per finta, ovviamente, Roma). Un «baccanale fatto sotto una metropolitana di Berlino», per dirla con Alessandro Michele.

DA BAMBINO
Colori e tessuti si sposano e allo stesso tempo entrano in contrasto, come in una parata, quella che il direttore creativo romano ha voluto portare nel posto dove veniva da bambino con suo padre, i Musei Capitolini, appunto «perché non mi piaceva né il calcio né il luna park». In tutta libertà: un concetto centrale nell'immaginario del designer romano che, dice, a volte ci viene negata. Così, nascosto tra le pieghe di un vestito spunta un utero come un fiore: «Perché le donne - afferma Michele, con una sonora stoccata agli ultimi fatti di cronaca - devono essere libere di scegliere ciò che vogliono, anche di interrompere una gravidanza».
 

Ultimo aggiornamento: 18:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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