Annagiulia Firenze, tre sorelle e una tradizione: «Esporteremo il "su misura" italiano nel mondo»

Annagiulia Firenze, tre sorelle e una tradizione: «Esporteremo il "su misura" italiano nel mondo»
di Costanza Ignazzi
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Lunedì 29 Novembre 2021, 11:33 - Ultimo aggiornamento: 12:18

Due nomi, una città e una tradizione sartoriale lunga tre generazioni. A sfogliare le collezioni di Annagiulia Firenze l'eco della lingerie è palpabile in modelli e materiali. Proprio da lì (e dai trascorsi con il mondo degli abiti da sposa) sono partite le trentenni sorelle Mori, Anna, Giulia ed Erika, che hanno raccolto l'eredità di mamma e nonni per creare nel 2016 il loro brand.

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Il brand

«Il mio focus è l'abbigliamento – racconta Giulia Mori, diplomata al Polimoda a Firenze – mentre Anna è appassionata di accessori, aveva anche un suo concept store. Erica invece cura l'aspetto commerciale, anche per quanto riguarda l'estero. Abbiamo fondato Annagiulia Firenze partendo da questo concetto di lingerie esternabile. Materiali leggeri e capi da indossare in esterna come per esempio un kimono: un prodotto botticelliano e un po' romantico». Tre sorelle affiatatissime, per fare il verso a un famoso manga. «Lavorare insieme funziona bene perché in ogni collezione mettiamo una dose di estero sia qualcosa di commerciale che abbia appeal», spiega Giulia.

Imprenditoria femminile e pure tradizione di famiglia. La produzione è a Firenze: «L'atelier è a Roma ma il focus è Firenze. La nostra famiglia è toscana, originaria di Empoli: anche nostra nonna aveva due sorelle e si erano divise i compiti come noi. Una aveva studiato modellistica, una ricamo e l'altra lavorava nell'ambito della creazione. Il nonno invece era appassionato di tessuti e dopo la guerra, tornato da Dachau, decise di aprire un atelier».

 

Le collezioni

Oggi, Annagiuliafirenze è un brand poliedrico dall'ispirazione che spazia dal cinema (Kill bill, per la collezione Lovers in Japan), alla musica (i Beatles, per Across the universe), i viaggi (Armenia, una delle collezioni più popolari). «Tutte abbiamo avuto una formazione artistica ben precisa – spiega Giulia Mori - L'aspetto musicale si ritrova in tutte le collezioni: non stagioni ma titoli di canzoni. Estrapoliamo da ciò che ci piace delle tematiche che il brand deve affrontare». Non solo pizzi e romanticismo, dunque. Anzi, «per la collezione Ink, l'ultima presentata ad Altaroma, abbiamo invece deciso di metterci in discussione guardando il brand da un altro punto di vista. Peaky blinders è caduto a fagiolo e abbiamo usato tessuti maschili, gessati portati al femminile con giacche strutturate». La punta di diamante è però il prodotto su misura. E l'obiettivo è implementarlo anche a distanza, a livello mondiale.

La prospettiva

«Dopo il Covid è cambiato tutto: la pandemia ci ha spinte ad aprire l'e-commerce e fare un su misura a distanza. E' dal 9 marzo che non “tocchiamo” il cliente. In compenso abbiamo come abitudine, per ogni ordine, di mandare una mail per capire bene le misure esatte. Il nostro prossimo step è aprirci totalmente a questo». A breve termine, invece, ci sarà una capsule di Natale in uscita nei primi 10 giorni di dicembre: accessori come fiocchi, bag a forma di caramelle, fasce e turbanti. «Abbiamo pensato di riutilizzare gli scampoli di tessuto avanzati e rimetterli sul mercato realizzando una bag personalizzata: un modo per essere più attenti all'ambiente e promuovere una maggiore consapevolezza».

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