Paris Fashion Week, la sfilata femminista di Dior al grido di "Consenso" dopo la condanna di Weinstein

Martedì 25 Febbraio 2020 di Costanza Ignazzi

"Consenso", "Patriarcato = Repressione", "Siamo tutte donne clitoridee". Le maxi-scritte del collettivo artistico Claire Fontaine (con base nel Palermitano, ndr) campeggiano a caratteri cubitali sulla passerella di Dior dove i tradizionali capi check si alternano a trasparenze, frange e bandane. È il giorno dopo la condanna di Harvey Weinstein e Maria Grazia Chiuri continua a cavalcare l'onda del femminismo: in principio furono t-shirt e pullover, poi l'ultima sfilata tra gli stendardi ricamati di Judy Chicago. Adesso le modelle sfilano tra concetti colorati che sembrano urlare ciò che fino a poco tempo fa nessuno avrebbe avuto il coraggio di dire, su un tappeto di prime pagine dei giornali e davanti agli occhi di un front row composto da Demi Moore, Cara Delevingne e altri nomi dello stesso calibro.

Dior sfila a Parigi tra le bandiere femministe: «E se le donne governassero il mondo?»

La chicca della collezione che, prevediamo, sarà uno degli accessori must dell'autunno inverno 2021 sono le bandane stampate: con la classica fantasia della Maison ma anche astratte e tie dye. E infatti, secondo Stylight, tutte le fashion victim hanno già abbandonato i cerchietti, mentre le ricerche di foulard sono aumentate del 21%. 

Maria Grazia Chiuri le abbina a gilet check sfrangiati, abiti plissé, camicie da indossare rigorosamente con la cravatta nera come estrose e decise business women. 

Weinstein colpevole di molestie sessuali e stupro: rischia 25 anni di carcere

Il mix and match regna sovrano così come i tailleur dal taglio maschile e le giacche avvitate da abbinare a fantasiose gonne a spacchi e frange preziose, pantaloni svasati in stile Seventies e anche qualche (inedito, per Dior) tessuto tech. «La collezione è un diario visivo - spiega la designer - ho voluto mettere nello show riferimenti che fanno parte della memoria. E anche della mia memoria. Tutto è partito quando ho ritrovato e guardato delle foto che non vedevo da molto tempo: le ho viste con un occhio differente e nella mia testa si sono formate visioni nuove». Quella di una donna forte che va per la sua strada: una costante per il Dior femminista della stilista italiana.  

 

Ultimo aggiornamento: 26 Febbraio, 14:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

“Casa mia è piena di gente”. E menomale che si chiama isolamento

di Veronica Cursi