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Concerto De Gregori-Venditti, la denuncia di Fabiana: «Costretta a pagare 220 euro per tornare a Latina»

Vent'anni fa le capitò la stessa cosa

Concerto De Gregori-Venditti, la denuncia di Fabiana: «Costretta a pagare 220 euro per tornare a Latina»
di Marco Cusumano
4 Minuti di Lettura
Lunedì 20 Giugno 2022, 18:10 - Ultimo aggiornamento: 23 Giugno, 08:36

«Sono molto amareggiata per quanto accaduto, non tanto per me che ho 40 anni e posso cavarmela. Ma se al mio posto ci fosse stata una ragazzina di 16 anni? Sarebbe rimasta lì da sola, di notte, senza nessun aiuto? È assurdo».

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Concerto De Gregori e Venditti, la disavventura di Fabiana

Fabiana racconta la sua disavventura dopo il concerto di De Gregori e Venditti allo stadio Olimpico di Roma: «Dovevo tornare a Latina dove vivo da tre anni, io sono romana ma ho deciso di trasferirmi in una città più piccola e a misura d'uomo, dove mi trovo benissimo - dice raccontando la sua storia scovata da Leggo -. Nella zona dell'Eur la mia auto ha avuto problemi, erano le 2 di notte e così mi sono fermata per prendere una stanza in hotel e dormire lì, ma purtroppo non c'era posto. Al quel punto sono uscita dall'hotel e mi sono rivolta al tassista che si trovava lì davanti, gli ho spiegato che dovevo tornare a Latina e la mia auto era guasta. Lui si è mostrato sospettoso, mi ha guardato dalla testa ai piedi, tornavo da un concerto, con pantaloncini e zainetto, di certo non ero fresca e riposata... Mi ha detto: "Sai quanto costa arrivare a Latina?". Io ho spiegato che non c'era problema per i soldi, avrei pagato con la carta di credito o il bancomat, lui invece ha risposto che non prende le carte, ma solo contanti. Alla fine mi ha accompagnato a un bancomat lì vicino dove ho prelevato 220 euro: 110 andata e 110 per il ritorno».

 

Fabiana è doppiamente dispiaciuta per quanto accaduto, lei è figlia di un ex tassista romano e sa bene cosa significa svolgere questa professione. «Ci sono rimasta male - racconta - non tanto per i soldi, forse troppi ma non posso dirlo con certezza e non mi interessa approfondire, ma più che altro per l'approccio nei confronti di una donna sola che in piena notte si trova in difficoltà.

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Vent'anni fa mi capitò la stessa cosa e un tassista romano mi aiutò a far ripartire la macchina, perché a Roma i tassisti sono un punto di riferimento, un'istituzione di strada se così si può dire... Invece oggi mi trovo a raccontare una storia del tutto diversa, nessuno che mi abbia detto "Cosa è successo? Come possiamo aiutarti". La mia è una sorta di denuncia sociale, non voglio che ci siano conseguenze per nessuno, né per il tassista, né per l'hotel, mi interessa solo far capire che in questa situazione poteva trovarsi una ragazza più giovane e inesperta, magari con maggiori difficoltà, e che non è possibile pensare solo al fatto di avere o no i soldi per pagare un taxi, problema che tra l'altro nel mio caso neppure esisteva. E neanche si può criticare la scelta di non disturbare un amico o un parente in piena notte, se ho la possibilità di prendere un taxi senza scomodare nessuno perché non posso farlo liberamente?».

 

Dopo il racconto uscito sulla stampa, Fabiana ha ricevuto diverse telefonate di solidarietà, tra cui quella l'assessora alle pari opportunità Monica Lucarelli: «Mi ha spiegato - racconta la 40enne - che ci sono dei protocolli con le cooperative radio taxi per aiutare le donne, in orario notturno, a tornare a casa: oltre allo sconto del 10% i tassisti devono attendere che la donna entri in casa, al sicuro». 

«È evidente che sabato qualcosa non ha funzionato - ha commentato l'assessora Monica Lucarelli - Mi voglio scusare con Fabiana a nome della città e voglio invitarla in assessorato, facendola incontrare col presidente del radiotaxi e il presidente di Federalberghi».

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