SCUOLE CHIUSE

Terremoto a Benevento, paura per 4 scosse (la più forte di 3.8): scuole chiuse, verifiche sui danni

Lunedì 16 Dicembre 2019
Terremoto a Benevento, paura per 4 scosse (la più forte di 3.8): scuole chiuse, verifiche sui danni

Terremoto, uno sciame sismico ha fatto tremare la terra nel Beneventano questa mattina. In tutto cinque scosse, molto ravvicinate tra loro, di cui l'ultima, registrata alle 11.36 dalle stazioni della Rete Sismica Nazionale, di magnitudo 3.8 (a una profondità di 17 chilometri). Allarme e paura tra gli abitanti che si sono immediatamente riversati nelle strade, e decine le telefonate al centralino dei Vigili del Fuoco di Benevento da parte dei cittadini che, dalle 9 di questa mattina, hanno sentito tremare la terra. Tutte le scosse hanno avuto l'epicentro nell'area di San Leucio del Sannio, ma lo sciame è stato avvertito distintamente anche ad Avellino e soprattutto nelle zone irpine che confinano col versante sannita. Allarmati, i sindaci dei centri della Valle Caudina e della Valle Telesina hanno disposto la chiusura delle scuole, dopo aver fatto evacuare gli studenti dalle aule degli istituti. E anche il rettore dell'Università del Sannio, Gerardo Canfora, ha deciso di sospendere in via precauzionale tutte le attività didattiche e amministrative dell'ateneo. Per il momento comuqnue, non si sono registrate danni a persone e cose 

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Allerta Protezione Civile. Lo sciame sismico che ha interessato il beneventano «non ha prodotto grosse conseguenze» e «non ci sono state criticità». Ma in ogni caso il sistema di protezione civile «è pronto a fornire la necessaria assistenza alla popolazione» e in particolare a chi «non si sente sicuro di far rientro nelle proprie abitazioni». Lo spiega il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli dopo aver fatto il punto della situazione con le autorità locali ed aver parlato con il sindaco di Benevento Clemente Mastella.

Scuole chiuse anche in Iprinia. I sindaci dei centri della Valle Caudina e della Valle Telesina stanno disponendo la chiusura delle scuole, dopo aver fatto evacuare gli studenti dalle aule degli istituti. Il rettore dell'Università del Sannio, Gerardo Canfora, ha deciso di sospendere in via precauzionale tutte le attività didattiche e amministrative dell'ateneo. Stesso provvedimento è stato adottato dal presidente della Provincia di Benevento Antonio Di Maria che ha disposto la chiusura degli uffici. Evacuate per precauzione le scuole di ogni ordine e grado di Avellino Le scosse e il successivo sciame sismico sono stato avvertiti distintamente nel capoluogo e soprattutto nelle zone irpine che confinano col versante sannita, nei cui comuni i sindaci hanno precauzionalmente deciso la chiusura delle scuole. Non si registrano comunque danni a persone e cose.

Ingv: stessa sequenza del 25 novembre. Le scosse avvenute questa mattina nella provincia di Benevento si sono verificate nella stessa area, tra San Leucio del Sannio e Ceppaloni, della sequenza del 25 novembre scorso ed è «plausibile un collegamento» e che la faglia che ha prodotto l'evento sia probabilmente la stessa. Lo ha detto all'ANSA il direttore dell'Osservatorio Nazionale Terremoti dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Salvatore Stramondo.

Nella stessa zona il 25 novembre 2019 ci furono tre scosse di magnitudo superiore a 3.0 e una di 2.9, seguite da circa una ventina di altre scosse magnitudo più bassa, inferiore a 2.3. Questa mattina tra le 9,06 e le 10,52 nell'area si sono verificate 8 scosse di cui le due più forti, entrambe di magnitudo 3.4, alle 9,06 e alle 9,53 e le altre di magnitudo inferiore. Il meccanismo alla base dei terremoti di questa mattina, «è di tipo trascorrente, vuol dire - ha spiegato Stramondo - che due margini di faglia scorrono orizzontalmente l'uno rispetto all'altro nella crosta, come due come mani che si strofinano».
 


Secondo l'esperto, «è plausibile un collegamento con la sequenza del 25 novembre perché l'area è la stessa ed è probabile che la faglia che ha prodotto l'evento sia la medesima», ma «questo potrà essere stabilito con i nuovi dati che saranno analizzati nelle prossime ore». Stramondo ha precisato che «parliamo di sequenze che vengono sentite dalla popolazione e questo può spaventare ma si tratta di una magnitudo bassa, tuttavia va ricordato che la zona si trova in un'area ad alta pericolosità sismica».

In un raggio di 15-20 chilometri di distanza dalla zona interessata dai terremoti di oggi e del 25 novembre «si sono verificati eventi sismici importanti in passato, come nel 1668 a nord ovest della città di Benevento e nel 1702 a est della città, con il più recente nell'agosto 1962 quando ci fu una scossa di magnitudo 6.1 a 15-20 chilometri a nord est di Benevento». Benevento, inoltre, ha subito anche danni dal terremoto di magnitudo 6.9 del 23 Novembre 1980 che colpì la Campania centrale e la Basilicata centro-settentrionale.

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Mastella: verifiche agli edifici. «Ho convocato in maniera urgente la riunione del centro operativo comunale ed ho sentito il capo della protezione civile regionale e quello nazionale con i quali ho concordato la linea di chiusura immediata di scuole ed uffici pubblici. L'indicazione che diamo ora è che ognuno faccia verifiche puntuali negli edifici di propria competenza». Lo ha dichiarato il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, a margine della riunione del Coc (Centro operativo comunale) convocata in via d'urgenza dopo la riattivazione dello sciame sismico che sta interessando il Sannio. Cinque le scosse avvertite sinora.


ll sindaco di Benevento Clemente Mastella durante la riunione del Centro Operativo Comunale presso il Comando della Polizia Municipale di Benevento

De Girolamo: con la mente al terremoto dell''80. «Da questa mattina vivo in costante aggiornamento telefonico con la mia famiglia e gli amici che sono a Benevento». Così all'Adnkronos Nunzia De Girolamo ha commentato le ultime scosse sismiche che da questa mattina stanno interessando il Sannio. «Ho una grande preoccupazione - ha aggiunto - per le persone che amo perché questi momenti mi riportano alla mente il terremoto degli anni '80, io ero piccola ma me lo ricordo. E so anche quali rischi corrono le zone interne della Campania, aree che sono altamente sismiche. Speriamo che le scosse si fermino e che non ci sia un seguito dello sciame».

Ultimo aggiornamento: 16:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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