Napoli, sedicenne ucciso durante tentativo di rapina a un carabiniere. Parenti devastano l'ospedale

Domenica 1 Marzo 2020
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Napoli, quindicenne ucciso durante tentativo di rapina a un carabiniere. Parenti devastano l'ospedale

Un 16enne napoletano, Ugo Russo, è morto durante un tentativo di rapina a un carabiniere. Il ragazzo stato ferito da colpi di pistola alla testa e al torace ed è morto in ospedale a Napoli dopo il tentativo di salvarlo da parte dei medici. Il minore era stato soccorso questa notte da un'ambulanza del 118 in via Generale Giordano Orsini, nella zona di Santa Lucia. Con lui c'era anche un complice che si è costituito durante la notte. È stato ritrovato il motorino in sella al quale si trovava Ugo Russo. Abbandonato dal complice 17enne, fermato per rapina, è ora sotto sequestro.
 

 

La sparatoria sarebbe iniziata quando un carabiniere fuori servizio di 23 anni (impiegato nel bolognese), in auto con la fidanzata, è stato aggredito dal giovane rapinatore che, travisato, pistola in pugno e assieme a un complice, ha puntato l'arma contro il carabiniere che stava parcheggiando, per rubargli l'orologio Rolex. Da una prima ricostruzione, il militare avrebbe spiegato di aver sentito "scarrellare" la pistola del rapinatore. A quel punto ha preso la sua arma, sparando contro il bandito.

Le sue condizioni del ragazzo erano apparse subito molto gravi per le ferite d'arma da fuoco riportate. Il 16enne trasportato all'ospedale Vecchio Pellegrini era stato ricoverato nel reparto di Rianimazione ma è deceduto a causa della grave compromissione delle sue funzioni vitali.
 
L'area del pronto soccorso del presidio della Pignasecca è stata letteralmente assalita da familiari e amici del minore che, dopo la notizia della morte del 16enne, sono entrati in ospedale e hanno devastato computer, macchinari, barelle e presidi medici. Sul posto è intervenuta la Polizia di Stato.

Spari contro la caserma dei carabinieri. Una domenica mattina da far west. Ben quattro i colpi di pistola esplosi alle 4 del mattino all’esterno della caserma Pastrengo, sede del comando provinciale dei carabinieri a Napoli, subito dopo la morte del 16enne. Sono stati avvistati due ragazzi in sella a uno scooter che hanno esploso i colpi in aria all’esterno della Pastrengo, all’interno della caserma dei carabinieri dove erano state portate alcune donne parenti del presunto complice del minorenne. Gli spari potrebbero essere stati esplosi come manifestazione di violenza contro l’Arma, ma anche e soprattutto contro le donne dell’altro ragazzino invischiato nella rapina, ritenendolo responsabile di non aver protetto il 15enne.

L'arma del ragazzo-bandito era una pistola finta, replica in metallo di una Beretta. Era una replica di una pistola vera, in metallo e del tutto simile a quella in uso alle forze dell'ordine, fanno sapere i carabinieri, quella utilizzata dal minorenne ucciso la notte scorsa da un militare in abiti civili durante un tentativo di rapina a Napoli. Le stesse fonti rilevano che era uguale al modello Beretta 92. Le indagini sono condotte dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando provinciale dei carabinieri.

Ascoltato dai carabinieri il complice 17enne. Provengono entrambi dai Quartieri Spagnoli i due ragazzi coinvolti a Napoli nel tentativo di rapina ad un carabiniere in abiti civili finito in tragedia con la morte di uno dei due giovani - Ugo Russo, 16 anni - mentre l'altro, un 17enne, è stato ascoltato per diverse ore dai carabinieri nella sede del Comando provinciale oggetto di un raid con l'esplosione nella notte di quattro colpi di pistola diretti verso il passo carraio della caserma di Via Morgantini, nel centro della città.

Sono al lavoro il pm e gli investigatori del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando provinciale. Il carabiniere, si ipotizza, potrebbe essere indagato per omicidio; un atto dovuto, si afferma in ambienti investigativi, per consentire lo svolgimento degli accertamenti 'irripetibili e garantitì che devono essere compiuti in questi casi mentre per il 17enne, presunto complice, ci sono gli elementi per valutare l'ipotesi di tentativo di rapina.

Dinamica simile a omicidio carabiniere di Foggia. La dinamica del ferimento di Ugo Russo, morto all'alba di oggi dopo esser stato colpito dal carabiniere che aveva tentato di rapinare, è simile, secondo fonti investigative, a quella dell'uccisione, il 13 aprile scorso, di Vincenzo Carlo Di Gennaro, il 46enne maresciallo maggiore dei Carabinieri ucciso a colpi di pistola da Giuseppe Papantuono durante un controllo a Cagnano Varano (Foggia). Il 67enne, già noto alle forze dell'ordine, fece fuoco contro il vicecomandante della stazione locale dei carabinieri dopo essersi avvicinato all'auto di servizio dove la vittima si trovava insieme al collega 23enne Pasquale Casertano per una segnalazione di lite in famiglia.

«Questa notte, dopo il decesso di un sedicenne arrivato in pronto soccorso con ferita da arma da fuoco, il pronto soccorso del presidio ospedaliero dei Pellegrini è stato devastato dai familiari e amici del ragazzo. Un fatto gravissimo per il quale esprimo solidarietà a tutti i nostri dipendenti che ancora una volta sono stati vittime di insulti e minacce, e ancora una volta hanno continuato, nonostante tutto, a prestare assistenza ai pazienti». A stigmatizzare con forza quanto avvenuto nel corso della notte è il direttore generale dell’ASL Napoli 1 Centro Ciro Verdoliva, che durante il sopralluogo all’ospedale della Pignasecca ha constatato gli ingenti danni ad arredi e attrezzature e l’assenza di condizioni igienico-sanitarie conseguenziale ai fatti accaduti.

«Sono stato costretto - dice - a chiudere il Pronto Soccorso. Quanto è accaduto ha di fatto creato condizioni che impediscono lo svolgimento delle attività assistenziali di emergenza in condizioni di sicurezza, sia per i pazienti che per gli operatori». Dalle 7.30 l’ASL Napoli 1 Centro ha dovuto dichiarare la sospensione del servizio di pronto soccorso al presidio ospedaliero dei Pellegrini, iniziando contestualmente il trasferimento di otto pazienti presenti al Pronto Soccorso nei reparti dello stesso presidio ospedaliero ovvero - con ausilio del Servizio 118 - in altri ospedali cittadini. Vista l’importanza che tale Presidio Ospedaliero riveste nell’ambito della rete cittadina, i tecnici sono già a lavoro per ripristinare le attività assistenziali al più presto.
 


«La morte di un quindicenne è sempre e comunque una tragedia. Ma è inaccettabile che sia stato devastato, tanto da dover sospendere l'attività, il pronto soccorso dell'ospedale Vecchio Pellegrini di Napoli. Medici e infermieri devono lavorare in serenità per poter curare pazienti in emergenza». Così su Facebook il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, in merito a quanto accaduto in città la notte scorsa. «Ho più volte chiesto con forza che vi sia più vigilanza negli ospedali e nei pronto soccorso - aggiunge - La situazione negli ospedali è già alquanto complicata e mai come di questi tempi è necessaria sicurezza totale. Basta».

Il complice 17enne fermato per tentata rapina. La Procura per i Minorenni di Napoli, al termine di un'attività istruttoria, ha emesso un decreto di fermo di indiziato di delitto nei confronti del 17enne, ritenuto responsabile del tentativo di rapina ai danni del carabiniere, in cui ha perso la vita il complice 16enne. Il provvedimento è stato eseguito dai carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Napoli.

Ultimo aggiornamento: 2 Marzo, 10:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA