CORONAVIRUS

Veneto, balzo nuovi contagi: 183 in 24 ore. Luca Zaia e Fedriga: il virus entra da Est

Venerdì 7 Agosto 2020
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Veneto, balzo nuovi contagi: 183 in 24 ore. Luca Zaia e Fedriga, allarme migranti dall'Est

Forte aumento in Veneto di nuovi casi di Coronavirus nelle ultime 24 ore, con 183 positivi in più, che portano il totale dall'inizio della pandemia a 20.535. Schizzano i soggetti posti in isolamento, che sono 5.212, ben 1.141 in più rispetto a ieri, anche se tra questi ultimi diminuiscono i positivi (68, -36). Il bollettino regionale registra un nuovo decesso (totale 2.078), mentre la situazione clinica resta stabile, con 9 ricoverati nelle terapie intensive, di cui 6 positivi, e 111 (-10) nei reparti non critici, con 31 positivi (-5).

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Migranti positivi a Treviso, sono 244 (inclusi 11 operatori) i contagiati da coronavirus nel centro di accoglienza situato all'interno dell'ex Caserma Serena di Casier. I negativi sono 47 (18 tamponi sono da riprocessare). Complessivamente sono state sottoposte a test 309 persone, delle quali 284 ospiti e 25 operatori. I risultati del nuovo screening, fa sapere l'Aulss 2 di Treviso, «non comporteranno alcuna modifica all'interno della struttura, dove tutti i migranti resteranno in quarantena». 

Zaia: in autonno emergenza dettata da psicosi
Per il presidente del Veneto, Luca Zaia, quello che si prospetterà per l'autunno sarà «un'emergenza dettata da psicosi. Chi ha magari, l'influenza pensa di avere il Covid. Prendo comunque atto che il virus c'è, non so se sarà più virulento, ma siamo pronti, ci siamo attrezzati per reagire a qualsiasi emergenza». Anche perchè, sottolinea Zaia, «non vogliamo tornare in lockdown. L'esperienza passata ci ha fatto capire l'importanza dell'uso della mascherine, del distanziamento e della pulizia delle mani e quindi ci siamo già abituati ad un modello di comportamento. Certo - prosegue Zaia - saremo in emergenza, ma da una psicosi comprensibile».
 

Zaia: rischio vacanze all'estero

 
Zirus: il virus entra da fuori: «È chiaro che il virus entra da fuori o qualcuno ce lo porta dentro in Veneto». Lo dice il presidente della Regione Luca Zaia commentando l'aumento dei casi nella regione e la crescita dell'indice Rt. La situazione si è acuita, per i casi più recenti, con le decine di positivi nel Centro della Cri di Jesolo, di altri 137 nel centro per migranti (su poco più di 300 presenti) nell'ex caserma Serena di Dosson di Casier (Treviso) e di altri veneti rientrati dopo vacanze in Croazia, Malta, Perù, Messico , Corfù. «Le vacanze sono un elemento a rischio» precisa Zaia spiegando che la sua non è «una campagna contro i competitors. Ognuno va in vacanza dove vuole , ma è fuor di dubbio che gli ultimi pazienti si sono infettati quando erano in ferie». «Se non ci fossero stati questi casi - aggiunge - non avremo quel numero di positivi». Specie per gli ospiti della 'Serenà che «da lì - ribadisce Zaia - non devono uscire». Obbligatoria, quindi, la quarantena, anche se questa disposizione ha creato, nelle scorse settimane, malumori tra i migranti (qualcuno è andato in escandescenza ed è stato arrestato dopo aver sfasciato l'infermeria). I tamponi verranno pertanto ripetuti ciclicamente: il prossimo test è fissato per il 12 agosto.

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Zaia: «La struttura migranti va chiusa»

Il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha commentato: «Quella struttura, così come tutte le altre simili da Oderzo a Jesolo, deve essere dismessa: è evidente che il gestore non sa garantire la sicurezza sanitaria».  Zaia ha proseguito: «In questo momento dobbiamo affrontare il grande tema del controllo del focolaio - riporta Il Gazzettino - e difatti lo stiamo controllando attraverso un giro di tamponi alla settimana. Chiaro che le positività non dureranno in eterno e che arriveremo alle negativizzazioni. Però è altrettanto ovvio che deve essere eliminato questo modello di accoglienza, che prevede assembramenti del genere, a fronte dell'incapacità della gestione di garantire la qualità del presidio sanitario. Se prima questi centri erano intollerabili, ora con Covid sono assolutamente da bocciare, senza se e senza ma. Non lo diciamo perché va di moda farlo, lo diciamo da sempre e adesso a maggior ragione». 
 

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Salvini: «Italiani sotto sequestro»

«Noi stiamo con la mascherina, nel bar si entra uno alla volta, a messa si va a 3 metri di distanza, sotto l'ombrellone occhio a quello di fianco, c'è lo stato di emergenza e oggi hanno trovato 233 migranti positivi a Treviso, 20 a Matera, 30 in Sicilia. Non puoi tenere sotto sequestro gli italiani e poi far sbarcare migliaia di persone che vanno in giro per l'Italia a fare quello che vogliono». Lo ha detto Matteo Salvini in un comizio a Fabriano trasmesso su Facebook
 
 

Fedriga: «Emergenza a Nordest»

«Il Friuli Venezia Giulia non può permettersi altri ingressi clandestini: non è soltanto una questione relativa all'immigrazione irregolare, ma in questo momento anche e soprattutto sanitaria, visto che si mette a rischio la salute dei cittadini della regione, che per mesi hanno osservato scrupolosamente le misure anti Covid, divenendo un simbolo a livello internazionale di come si affronta il virus». Lo ha affermato Massimiliano Fedriga, nella veste di segretario Fvg della Lega Salvini, nel corso di una conferenza stampa all'esterno della caserma Cavarzerani di Udine, dichiarata zona rossa dal Comune per la presenza di alcune persone positive al coronavirus tra gli ospiti e luogo di disordini verificatisi nei giorni scorsi.

«Oggi vediamo che circa l'80 per cento dei contagiati ha avuto rapporti con l'estero - ha aggiunto -:noi siamo nella situazione in cui i protagonisti di questo flusso di immigrazione irregolare arriva da Paesi con sistemi sanitari estremamente fragili, come Pakistan e Afghanistan, con l'aggravante che transitano dalla rotta balcanica, area dove ci sono contagi molto alti. Il Fvg non può più tollerare di far passare attraverso i propri confini questa massa di persone: noi non abbiamo competenze sotto il profilo della sicurezza, ma la sanità è in capo alle Regioni e, quindi, le conseguenze le pagano direttamente i nostri cittadini, sia per gli oneri che devono affrontare, sia per i rischi per la salute a cui sono assoggettati». «Non distinguiamo le persone dal colore della pelle, ma da chi rispetta o non rispetta le regole - ha concluso Fedriga - qualsiasi Paese occidentale al mondo controlla i confini, compresi Usa e Australia, e sono esempi democratici a livello globale. Noi chiediamo al Governo di intervenire subito, perché ci si sta concentrando sugli sbarchi, quando invece la vera emergenza è a Nordest».
 

Ultimo aggiornamento: 17:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA