Napoli, uccide la ex con 12 coltellate e fugge. Ornella Pinto aveva 40 anni. I medici: «Brutalità inaudita»

Napoli, uccide la ex con 12 coltellate e fugge: Ornella aveva 40 anni. Medici: «Brutalità inaudita»
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Sabato 13 Marzo 2021, 11:14 - Ultimo aggiornamento: 21:08

È il tredicesimo femminicidio dall'inizio dell'anno. In 72 giorni, 13 donne ammazzate. È un record. Ornella Pinto è stata uccisa con 12 coltellate dall'ex compagno, che si è prima dato alla fuga, poi si è costituito. Mentre lei agonizzava in casa davanti al figlio di 4 anni. È accaduto la scorsa notte a Napoli intorno alle 4.30 nel quartiere di San Carlo Arena. La donna, che avrebbe compiuto 40 anni il prossimo mese di maggio, è morta oggi all'ospedale Cardarelli dopo un delicato intervento chirurgico che ha invano tentato di salvarle la vita. L'omicida, il 43enne Pinotto Iacomino, dopo la fuga è andato alla stazione dei carabinieri di Montegabbione, in provincia di Terni. 

 

Pinotto Iacomino, 43 anni e piccoli precedenti alle spalle, aveva lasciato la casa in cui viveva con Ornella Pinto, 40 anni a maggio. Ora la donna viveva col figlio avuto quattro anni fa. In quella casa del quartiere popolare di San Carlo all'Arena, a Napoli, Pinotto è tornato ieri sera quando dopo una lite ha ucciso la sua ex compagna. Un omicidio di inaudita brutalità. Talmente efferato che la donna, sopraffatta dalla violenza, non è riuscita a chiamare la sorella per i soccorsi. Per lei non c'è stato nulla da fare: è morta poche ore dopo all'ospedale Cardarelli di Napoli a causa delle lesioni riportate.

A nulla sono valsi gli sforzi della equipe del Trauma center e di chirurgia toracica che l'hanno sottoposta a un delicato intervento chirurgico. Il suo cuore ha cessato di battere intorno alle 10,30. Il suo assassino dopo l'omicidio si è messo in macchina senza una meta precisa per poi consegnarsi ai carabinieri di Montegabbione, in provincia di Terni, 300 chilometri da Napoli, dove alle 7 ha bussato alla locale stazione confessando al comandante di aver ucciso la propria compagna.

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Una scelta casuale, a prima vista, quella di costituirsi in Umbria, maturata probabilmente durante la fuga, una volta realizzato che era inutile continuare a vagare. A giudicare dalle prime testimonianze raccolte dagli investigatori della Squadra Mobile di Napoli, non risultano, allo stato, conflitti familiari. Gli investigatori, dopo avere sequestrato il cellulare della vittima e del compagno, stanno adesso ascoltando familiari, parenti, vicini di case e amici della coppia. Sconcerto e dolore tra gli abitanti di via Cavolino, nel quartiere di San Carlo all'Arena.

Ornella era una professoressa del liceo Artistico, la ricordano come una docente professionale e attenta agli alunni più fragili. 

La notizia dell'omicidio di Ornella Pinto ha colto tutti di sorpresa. Nessuno, secondo quanto riferiscono i vicini della coppia che abitava al terzo piano di un palazzo con molte abitazioni, sospettava un epilogo così tragico. Nel pomeriggio l'uomo è stato sottoposto a fermo per omicidio volontario su decisione del sostituto procuratore di Terni Elena Neri, che nel pomeriggio lo ha interrogato, ed è stato quindi rinchiuso nel carcere della città umbra. Al magistrato ha ribadito le proprie responsabilità confessando l'omicidio. Sulla versione dei fatti fornita dall'uomo tuttavia, i carabinieri del Nucleo investigativo di Terni e del comando compagnia di Orvieto - sotto il coordinamento diretto del procuratore capo Alberto Liguori - e assieme agli agenti della squadra Mobile di Napoli, svolgeranno comunque approfondimenti.

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«È l'ennesimo episodio di aggressione e omicidio nei confronti di una donna - sottolinea il direttore generale del Cardarelli, Giuseppe Longo - un gesto vile e di una brutalità inaudita». Profondo cordoglio esprime anche il sindaco di Napoli Luigi de Magistris: «Ancora un brutale femminicidio a Napoli - dice - ad opera di chi dovrebbe amare la propria compagna invece di odiarla al punto di ucciderla. Le donne - prosegue - in questa pandemia stanno pagando un prezzo altissimo sulla loro pelle».

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