Intesa tra Federcalcio e Comitato paralimpico: nasce la divisione disabili

Giovedì 17 Ottobre 2019 di Valerio Cassetta

Il mondo della disabilità entra a pieno titolo nell’attività della Federcalcio. È questo il risultato del protocollo d’intesa, presentato in mattinata a Roma, firmato tra Figc e Comitato Italiano Paralimpico, che si pone l’obiettivo di massimizzare lo sviluppo del gioco del calcio da parte della popolazione con disabilità. Il presidente del Cip, Luca Pancalli, parla di «rivoluzione». Gabriele Gravina, numero uno della Figc, sottolinea «l’esaltazione dei valori dello sport». Del resto il documento ha attivato l’iter per l’istituzione di un tavolo di lavoro con le Federazioni paralimpiche (Fispes, Fispic e Fisdir) per individuare le discipline da trasferire in seno alla Federcalcio, i piani di sviluppo e le relative tempistiche, nonché le necessarie certificazioni mediche, le classificazioni degli atleti e la formazione dei tecnici.

NOVITA'
La Figc ha creato una Divisione ad hoc e potrà essere autorizzata a organizzare attività calcistiche sperimentali in aggiunta a quelle regolamentate dagli organismi internazionali, che sovrintendono le attività calcistiche praticate da persone con disabilità fisiche, psichiche e sensoriali. L’avvio delle attività è previsto per il 1° luglio 2020, quando le attività delle tre Federazioni (Fispes, Fispic, Fisdir) confluiranno in questa nuova divisione della Figc: si parla soprattutto della Nazionale degli amputati che aveva già impressionato Papa Francesco e Sergio Mattarella, la Nazionale di calcio a 5 per ipovedenti e quella di calcio a 7 per cerebrolesi oltre a delle attività per i ragazzi con sindrome di down.
 

SODDISFAZIONE
«È un processo che parte da lontano – commenta il presidente della Figc, Gabriele Gravina – dalla sensibilità che si è via via sviluppata in seno alla Federcalcio, dall’attività svolta con le Leghe negli ultimi anni e dalla disponibilità dimostrata dal presidente Pancalli. Grazie alla convenzione firmata nel 2017 con il CSI è stato avviato il torneo ‘Quarta Categoria’ per gli atleti con difficoltà cognitivo-relazionali, e l’esperienza positiva che ne è maturata ci ha convinti di questo passaggio ulteriore, definendo con il CIP un quadro di collaborazione diretto e ancora più ampio. Il calcio è uno e il mondo della disabilità ne deve far parte con la stessa dignità: il nostro è un messaggio chiaro che da oggi trova un riscontro anche in termini ufficiali».

RIVOLUZIONE
«L’obiettivo di questo Protocollo – sottolinea il presidente del Cip, Luca Pancalli - è quello di riunire la grande famiglia del calcio italiano che, grazie al lavoro svolto sino ad ora dalle Federazioni Paralimpiche e dagli Enti di Promozione, può vantare numerose realtà in tutto il territorio nazionale e migliaia di atleti con disabilità. Il calcio resta una delle grandi passioni popolari del nostro Paese. La bellezza di questo sport è anche nel saper arrivare con facilità al cuore delle persone, come le storie dei nostri campioni. Oggi stiamo compiendo il primo passo di una piccola rivoluzione che ci auguriamo possa far crescere ulteriormente il movimento paralimpico e tutto lo sport italiano».

Ultimo aggiornamento: 16:50


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