Il leggendario gatto-volpe individuato in Corsica: un micio selvatico di origine mediorientale

Lunedì 17 Giugno 2019 di Giampiero Valenza

Pelo corto grigio e rossiccio, codona ad anelli scuri e canini particolarmente sviluppati. Il gatto-volpe, leggenda dei pastori corsi, esiste. L’animale è stato individuato nella foresta di Asco (in Alta Corsica) dagli agenti dell’Ufficio francese della caccia e della fauna selvatica (l'Oncfs) che ormai da più di 10 anni lo stava studiando.

Pierre Benedetti, capo tecnico ambientale dell'Oncfs, ha sottolineato come questa sia una «specie selvatica naturale» che «era conosciuta ma non censita» perché si tratta di un micio «estremamente discreto, con abitudini notturne». La sua presenza pare avesse qualcosa di leggendario perché i pastori raccontano di come i gatti-volpe si attaccassero alle mammelle di pecore e capre.

Nel 2008 venne catturato un esemplare di questa specie in un pollaio di Olcani, a Cap Corse. Da quell’anno è iniziato lo studio che poi, nel 2012, è passato con l’installazione di alcune trappole che hanno permesso ai ricercatori di analizzare il genoma. Ed è risultato un micio con un Dna diverso rispetto al Felis silvestris silvestris, il gatto selvatico europeo, avvicinandosi invece a quello del Felis silvestris lybica, il gatto selvatico africano.

Per Benedetti, riporta il quotidiano francese Corse Matin che riprende le notizie rilanciate dall'Agence France Presse, il gatto-volpe (in corso, ghjattu-volpe) sarebbe arrivato in Corsica «all’epoca della seconda colonizzazione umana, che risale a 6.500 anni avanti Cristo. Se questa ipotesi fosse confermata, la sua origine sarebbe mediorientale».

Ultimo aggiornamento: 18 Giugno, 20:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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