Lazio, de Vrij è a un passo da Mourinho

Giovedì 8 Dicembre 2016 di Alberto Abbate
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ROMA Ha venduto l'anima ai Diavoli rossi, Lotito gliela farà pagare 35 milioni. Così non c'è più bisogno della clausola rescissoria: «No, non c'è nessun incontro con la società per il rinnovo», ammette de Vrij, senza svelare altri dettagli. Senza spiegare perché la Lazio non abbia più interesse a pressarlo per prolungare un contratto in scadenza nel 2018. Perché non può certo dire d'essere già un ex, sette mesi prima di congedarsi: «Io ora penso solo al campo, ho giocato solo 8 gare e mi manca. In futuro si vedrà». L'addio non è imminente, ma a giugno Stefan è pronto a obbedire a Mourinho. Per questo da giorni, guarda caso, gira la voce che il generale Inzaghi non lo abbia inserito fra le priorità assolute del suo esercito, come dimostrato nel derby: «Sono dispiaciuto di non averlo giocato, perché per noi è la partita dell'anno. Ero pronto a scendere in campo, nonostante fossi stato fuori per un po' di tempo. Il mister ha fatto una scelta tattica che ho accettato». Decisione boomerang col senno di poi, de Vrij con le mani ai capelli a bordocampo alla follia di tacco di Wallace: «Stavo facendo il riscaldamento in quel momento, mi è dispiaciuto perché Fortuna stava facendo benissimo fino all'errore».
ACCORDO
Proprio non ci voleva quello scivolone domenica, Lotito e Tare gongolavano per il mercato perfetto in difesa. L'exploit immediato di Bastos, la sorpresa di Wallace, la crescita di Hoedt, tutto perfetto per rendere un po' più indolore la cessione di de Vrij. A Formello giurano che Inzaghi voglia a tutti i costi i rinnovi di Keita (forti Valencia e Milan) e Biglia (Juve e Inter), Stefan può essere sacrificato. E, ironia del destino, rumors di mercato lo vogliono già promesso allo United per 35 milioni. Avete sentito bene, non a Conte a Londra, non al City di Guardiola o al Milan dopo il closing. Salvo rilanci a 40 milioni, prelazione all'accordo col Manchester dove, prima di sbarcare a Roma, de Vrij poteva approdare col maestro olandese Van Gaal: «Nessuno mi ha mai chiamato», aveva detto tempo fa. Invece ecco il richiamo al fronte dello Special One. La Seg ha già informato la Lazio, che avrebbe voluto rinnovargli il contratto. Dopo tre rifiuti, ecco la verità: a fine stagione de Vrij partirà.
RISCOSSA
D'oro il capo cosparso. Eppure prima senza un ginocchio, poi senza un metatarso: «Ho ancora un po' di fastidio, ma non è nulla di grave. Sono pronto a tornare». Sabato sera guiderà la riscossa a Genova: «Fa sempre male perdere un derby, ma è già il passato. Adesso dobbiamo subito rialzare la testa ed essere più intelligenti. La Samp è un avversario tosto, ma vogliamo tornare a vincere». Come la Lazio ha fatto con tutte le squadre che la precedono in classifica: «Forse ci manca qualcosa ancora per battere le big, ma questa squadra è forte come quella che due anni fa arrivò terza. Possiamo quindi raggiungere l'Europa, è il nostro obiettivo e siamo sulla strada giusta». Inzaghi, sino al deferimento (probabilmente a gennaio), potrà contare su Lulic: come avvenne per Sarri con Mancini, vuole studiare bene le dichiarazioni, l'ex prefetto Pecoraro. Che al momento non vede razzismo, come l'amico Lotito intercettato ieri a piazza Sant'Eustachio da alcuni tifosi: «Che facciamo sul mercato a gennaio? Ci copriamo». Niente dinamo.
Alberto Abbate
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