Romina uccisa dall'ex fidanzato, il legale di Ialongo: «La sua confessione non è valida»

Oggi l'udienza di convalida alle 9.30 presso la casa circondariale di Latina

Romina uccisa dall'ex fidanzato, il legale di Ialongo: «La sua confessione non è valida»
di Marina Mingarelli
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Venerdì 6 Maggio 2022, 09:19 - Ultimo aggiornamento: 10:17

Nonostante abbia confessato di aver ucciso con 10 coltellate la sua fidanzata Romina De Cesare, Pietro Ialongo, il tecnico informatico di Isernia arrestato l'altra sera per omicidio aggravato non appena è riuscito a parlare con il suo avvocato di fiducia Vincenzo Mercolino gli ha detto che lui la sua adorata Romina non l'aveva ammazzata.«Io l'amavo, perché ucciderla?»

Parole che dopo la sua ammissione di colpa fanno dubitare seriamente sul suo stato psicologico. A tal proposito l'uomo subito dopo il delitto sarebbe stato sottoposto anche ad una visita psichiatrica. Ma ancora non è dato sapere il risultato di questo esame. Il difensore, dal canto suo, ha voluto togliersi qualche sassolino nella scarpa. A suo dire la procura avrebbe avuto troppa fretta nel sottoporre il suo assistito ad interrogatorio.

«Per legge - ha dichiarato Mercolino - ci sono 48 ore di tempo per l'interrogatorio, invece il mio cliente è stato interrogato a sette ore dal fermo, dopo che era stato in ospedale e poi in caserma. Nello specifico il fermo è avvenuto alle 17 e l'interrogatorio nella notte. Secondo me avrebbe dovuto avvalersi della facoltà di non rispondere. Un interrogatorio di notte serve a dare pressione ed a condizionare un ragazzo coinvolto in una vicenda così tragica. Ialongo , ricordiamo, nel momento in cui è stato fermato era ferito. Ha tentato di suicidarsi gettandosi nelle acque del mare poi sempre nel tentativo di uccidersi si era legato le fascette elettriche al collo e si era tagliato le braccia. Dunque si è lavorato in un contesto difficile dove si poteva anche soprassedere. Capisco l'esigenza della procura ma prima di avere contatto con gli agenti l'indiziato doveva essere messo a disposizione del difensore. Questo non è stato fatto. Il mio assistito prima lo hanno tenuto in stato di fermo per cinque - sei ore, e poi lo hanno fatto parlare mezz'ora con il difensore d'ufficio».

Poi aggiunge: «Il padre del giovane che si trovava a Frosinone ha cercato subito di indicare il mio nominativo perché svolgo arrività forense a Isernia, città natale di Ialongo. Per legge la nomina può essere fatta anche da un prossimo congiunto. Ma mentre il genitore tentava di fare questo sotto la casa del ragazzo a Frosinone , il figlio si trovava a Sabaudia e quindi per la convalida era competente Latina».

Nella prospettazione dell'avvocato, il 38enne non si è reso conto fino in fondo di quello che stava dicendo e di quello che aveva fatto. Altro elemento che punterà ad evidenziare il pericolo di fuga.

«Il mio assistito - ha continuato il legale - non è scappato, ha lasciato i soldi in macchina, ha lasciato il telefonino, poi si è spogliato e si è buttato nel mare. Una volta in acqua aveva cercato di rivestirsi e ritornare dalla ragazza. Per quanto mi riguarda la confessione è inutilizzabile per i motivi già enunciati. Ribadisco io non so fino a che punto si sia reso conto dell'accaduto».

L'udienza di convalida si terrà questa mattina alle 9.30 presso la casa circondariale di Latina davanti al giudice Giuseppe Cario.
 

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