Campi da calcio, isolanti acustici e arredi urbani:
con il riciclo una nuova vita per i pneumatici vecchi
Il caso Ecopneus

Mercoledì 15 Maggio 2019
In cinque anni , dal 2011 al 2016, ha aumentato l'occupazione del 64,8%: oggi sono circa 900 i dipendenti impiegati nell'industria del riciclo dei pneumatici fuori uso in Italia gestita da Ecopneus, la società senza scopo di lucro per il rintracciamento, la raccolta, il trattamento e il recupero dei Pneumatici Fuori Uso (PFU), costituita dai principali produttori di pneumatici operanti in Italia (Bridgestone, Continental, Goodyear-Dunlop, Marangoni, Michelin e Pirelli), cui nel tempo si sono aggiunte molte altre aziende. Ogni anno sono circa 210.000 le tonnellate di pneumatici fuori uso che il consorzio recupera. Vengono trasformati  in gomma riciclata per campi da calcio e superfici sportive, isolanti acustici e anti vibranti per l'edilizia, asfalti gommati silenziosi e sicuri, elementi di arredo urbano, energia. Una filiera che nel tempo è cresciuta progressivamente in efficienza e qualità, consolidando gli assetti delle singole aziende e guardando al futuro con investimenti di sviluppo. Attualmente oltre un terzo delle 67 imprese aderenti (37,3%) è nel Mezzogiorno, nel Nord-Ovest si concentra invece il 22,4% del totale, nel Nord-Est il 17,9% e nel Centro il 22,4%.
Nata in seguito a una direttiva dell’Unione Europea che vieta l’invio in discarica dei PFU, l’industria del riciclo dei Pneumatici Fuori Uso in Italia negli anni ha creato ricchezza, occupazione, e ha consentito  risparmi ambientali rilevanti per il Paese, riducendo le emissioni, i prelievi di materie prime, il consumo di acqua e favorendo gli investimenti delle aziende della filiera della green economy. Un sistema produttivo articolato, fatto di piccole-medie imprese manifatturiere distribuite sul territorio nazionale, che la Fondazione per le Qualità Italiane Symbola, ha scelto di raccontare nel suo ultimo quaderno “Effetto Ecopneus”, come sistema di eccellenza.
Per Ermete Realacci, presidente di Symbola
«raccontare Ecopneus e descrivere l’efficienza (ambientale, economica, manageriale) che ha saputo portare nella filiera dei Pneumatici Fuori Uso vuol dire parlare delle realtà produttive che contribuiscono a rendere l’Italia una superpotenza dell’economia circolare. L’Italia, con il 76,9%, è infatti il Paese europeo con la più alta percentuale di riciclo sulla totalità dei rifiuti. Con il 18,5% di utilizzo di materia seconda sui consumi totali di materia, l’Italia è leader tra i grandi Paesi europei per tasso di circolarità dell’economia. Una sostituzione di materia che comporta un risparmio pari a 21 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio e a 58 milioni di tonnellate di CO2. E una parte di questi risultati è legata all’azione dei consorzi, tra cui appunto Ecopneus»
 Ogni anno arrivano a fine vita in Italia circa 350.000 tonnellate di pneumatici –  pari in peso a oltre 38 milioni di pneumatici per automobile – staccati dalle nostre autovetture, mezzi a due ruote, camion, autocarri, fino ai grandi mezzi industriali e mezzi agricoli.

Nel primo trimestre del 2019 lEcopneus ha raccolto su tutto il territorio nazionale oltre 53.000 tonnellate di Pneumatici Fuori Uso. Di queste, 27.600 tonnellate sono state conferite al recupero energetico, pari a circa il 52%del totale. Delle 27.600 tonnellate, 18.000 sono state recuperate all’estero; le destinazioni estere sono prevalentemente India, Corea, Turchia, Romania, Germania, Austria, in impianti visitati e costantemente monitorati dal punto di vista della compliance normativa.
Ecopneus sta lavorando sulla competitività economica di questo “combustibile alternativo” altamente performante, al contempo cercando di migliorare sempre di più la qualità della pezzatura (il cosiddetto “ciabattato”), il livello di servizio e la stabilità della disponibilità di fornitura. La parte restante – 25.400 tonnellate – è stata avviata a riciclo meccanico, destinata al mercato dei granuli e del polverino, materiale impiegato in diversi settori applicativi, dall’edilizia alle infrastrutture, dalle pavimentazioni sportive ai compound.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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