Gas, vola il prezzo sui tagli della Russia: la Ue libera gli aiuti

Il blocco delle forniture del gasdotto Yamal spinge a nuovi record

Gas, vola il prezzo sui tagli della Russia: la Ue libera gli aiuti
di Gabriele Rosana
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Mercoledì 22 Dicembre 2021, 06:03

Martedì nero per i listini del gas in Europa. Con oltre 185 euro al megawattora nell'indice olandese di riferimento Ttf, il prezzo dell'oro blu ieri ha battuto il precedente record di ottobre e fatto registrare il nuovo massimo storico di fronte ad altre riduzioni nelle forniture russe al continente. All'origine dell'impennata dei prezzi c'è una riduzione dei volumi di gas provenienti dalla Russia attraverso il gasdotto Yamal, uno dei tre usati da Gazprom verso il continente, che rappresenta il 10% delle forniture dirette in Europa: in calo da sabato, i flussi ieri si sono bloccati e hanno invertito la rotta, tornando verso la Russia.

Gas, vola il prezzo

 

Di fronte alle accuse di vari europarlamentari e analisti, Mosca ha come d'abitudine tagliato corto: «Non c'è alcun collegamento» con le tensioni tra Russia e Ucraina e la militarizzazione dei confini; «quella in atto è una situazione puramente commerciale», ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

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LE MISURE
Ieri intanto l'Ue ha annunciato nuove misure per ridurre i costi della transizione ecologica, dall'energia pulita alle ristrutturazioni. E c'è l'apertura di Bruxelles anche alle sovvenzioni per il gas, purché «a prova di futuro». La vicepresidente esecutiva della Commissione europea e responsabile della Concorrenza Margrethe Vestager ha illustrato le nuove linee guida sugli aiuti di Stato per il clima, la protezione dell'ambiente e l'energia che saranno applicabili da gennaio: «L'Europa avrà bisogno di una notevole quantità di investimenti sostenibili per aiutare la sua transizione verde. Sebbene una quota significativa verrà dal settore privato, anche il sostegno pubblico avrà un ruolo chiave per assicurare che la svolta avvenga in modo rapido», ha spiegato Vestager. I nuovi orientamenti presentati ieri creano «un quadro flessibile e idoneo» per allineare le norme agli obiettivi del Green Deal europeo, con l'obiettivo di accompagnare gli Stati membri nella strada verso la transizione verde «al minor costo possibile per i contribuenti» e «senza indebite distorsioni della concorrenza nel mercato unico». Via libera quindi agli aiuti in vari ambiti: si va dalla riduzione delle imposte sull'energia elettrica per le aziende altamente energivore - in modo da scongiurare il rischio delocalizzazione delle attività produttive al di fuori dell'Ue, in Paesi dove le norme ambientali sono meno rigide - ai sussidi per incentivare investimenti nel miglioramento della performance energetica degli edifici e per la mobilità pulita su tutti i tipi di mezzi di trasporto, fino alle sovvenzioni per incentivare la chiusura degli impianti a carbone.

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I PIANI
La luce verde di Bruxelles potrà arrivare anche per i progetti che riguardano il gas, purché - ha precisato Vestager - siano «a prova di futuro per la neutralità climatica», in modo che possano essere combinati con tecnologie avanzate come «la cattura e lo stoccaggio della Co2», oppure «se l'infrastruttura è realizzata anche per l'idrogeno». In linea con lo stop alle sovvenzioni per le fonti fossili, le nuove regole Ue sugli aiuti di Stato metteranno fine ai sussidi per i combustibili più inquinanti, per i quali è «improbabile» una valutazione positiva della Commissione, alla luce dei loro «importanti effetti ambientali negativi»; mentre per ottenere l'ok dell'Ue i progetti riguardanti il gas dovranno dimostrare di facilitare il passaggio verso fonti meno inquinanti. La transizione ecologica è un viaggio a tappe e - ha ricordato ancora la zarina Ue dell'Antitrust - «prevediamo una clausola molto speciale che consente agli Stati membri con i Pil più bassi di passare dal carbone al gas».

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In Europa continua sullo sfondo il braccio di ferro sulla tassonomia: l'atto delegato con cui Bruxelles vuole includere gas e nucleare nella classificazione delle fonti sostenibili ai fini dell'informazione per gli investitori finanziari, inizialmente previsto per oggi, slitta ancora. Al suo posto, l'esecutivo lancerà una consultazione tra governi ed esperti, mentre continua il lavoro diplomatico per appianare le tensioni tra Francia e Germania, divise sul futuro dell'atomo nel provvedimento Ue.
 

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