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Bollette pazze per l'agroalimentare: 3 milioni al pastificio Di Martino. E Da Michele la pizza costerà un euro in più

Prezzi dell'energia anche nove volte superiori ai costi degli anni passati. Le associazioni di categoria: «Così non si può andare avanti»

Bollette pazze per l'agroalimentare: al pastificio Di Martino 3 milioni da pagare. E Da Michele la pizza costerà un euro in più
4 Minuti di Lettura
Venerdì 19 Agosto 2022, 12:43 - Ultimo aggiornamento: 14:32

Cifre da capogiro, tanto da non sembrare vere: 3 milioni di corrente elettrica da pagare per il Pastificio Di Martino, nel Gargano, 1 milione per l'azienda conserviera “La Fiammante Pomodoro”, a Buccino (Salerno). E la lista è molto più lunga. L'estate 2022 passerà alla storia come l'anno record per le bollette di luce e gas. Particolarmente colpite le aziende dell'agoralimentare, con pastifici e aziende conserviere in testa. 

Bolletta da un milione di euro all'azienda di conserve di pomodoro. Il proprietario: «Meglio andare al mare che lavorare»

Bolletta choc per il pastificio Di Martino

Tre milioni di euro è la cifra record che il pastifico Di Martino, storica realtà di Gragnano, dovrà pagare per la corrente elettrica consumata nell'ultimo mese. L'azienda si unisce dunque ai produttori che in questi giorni stanno ricevendo delle vere e proprie stangate sui costi dell'energia. Solo pochi giorni fa Francesco Franzese, titolare dell'azienda conserviera la "Fiammante Pomodoro" ha denunciato su Facebook l'arrivo di una bolletta da 1 milione di euro: una cifra che è 9 volte quella pagata nel 2021. «Mentre i nostri politici litigano per una poltrona calda, gli imprenditori sono lasciati soli in mezzo alla giungla energetica. Per lavorare 15 giorni di luglio, mi tocca pagare una bolletta di gas di 978.000,00 a fronte di circa 120.000 dello scorso anno (per 20 giorni di lavoro). Non era meglio andare al mare?» ha commentato l'imprenditore.

 

Da Michele la pizza costerà un euro in più 

Il caro energia colpisce tutta la filiera:non solo i produttori dell'agroalimentare ma anche pizzerie e ristoranti. È un esempio l'Antica Pizzeria Da Michele, storica pizzeria di Forcella oggi diventata gruppo con oltre 20 locali nel mondo, che aumenterà il costo della sua pizza a 1 euro in più e aggiungerà 50 centesimi al coperto. La Margherita costerà dunque 6 euro più 1,50 euro di coperto. Un rincaro che riguarda per ora solamente la pizzeria di Salerno e non la sede di Napoli. «L’ultima bolletta della luce, del mese di luglio, di una nostra pizzeria a Salerno ammonta a 4.600 euro e fino a dicembre pagavo 800 euro. Cosa dovevo fare, dire ai clienti di portarsi il ventaglio perché l’aria condizionata costa troppo? Non ho scelta, aumenteremo di un euro le pizze e 50 centesimi il coperto». Così ha spiegato l'amministratore Alessandro Condurro a Repubblica.  Un aumento giustificato dalla "lievitazione" di tutti i prezzi degli ingredienti: Fiordilatte è aumentato di 80 centesimi al chilo, il pomodoro di 5 euro al collo, l'olio di semi è raddoppiato, gas e luce sono più che raddoppiati.   

Panificatori, «Siamo in ginocchio intervenite» 

Bollette della luce insostenibili per prodotti di prima necessità. È l'allarme lanciato dalla Associazione dei Panificatori Unipan, che chiedono un intervento deciso del governo per ridurre i costi: «Governo deve intervenire con urgenza affinché venga fissato un tetto europeo al prezzo del gas ed adottato un piano energetico che blocchi gli aumenti del costo dell'energia e, quindi, dei beni alimentari primari, tenendo conto innanzitutto, delle esigenze delle micro e piccole imprese».   

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