Dai consumatori agli esercenti, la lotteria degli scontrini fa scontenti tutti

Dai consumatori agli esercenti, la lotteria degli scontrini fa scontenti tutti
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Mercoledì 3 Febbraio 2021, 12:31 - Ultimo aggiornamento: 12 Maggio, 15:27

È nata come una mossa anti-evasione. Per combattere, cioè, l’italiana ritrosia a battere gli scontrini fiscali. Ma la lotteria degli scontrini partita il primo febbraio sembra fare tutti scontenti. I commercianti per primi. «Non c’è stato abbastanza tempo per fare gli adeguamenti necessari e un negozio su tre non è ancora in grado di partecipare», ha tuonato Marco Bussoni di Confesercenti. Aldo Cursano, presidente vicario di Fipe-Confcommercio, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, ha rilanciato. «L’unico effetto della lotteria degli scontrini - ha detto - è quello di mortificare le attività che si trovano già in difficoltà. Non c’è infatti da stupirsi se solo il 30% dei pubblici esercizi abbia già adeguato il proprio registratore di cassa a questo nuovo gioco: per chi è stato costretto a rimanere chiuso 160 giorni nel 2020, senza nemmeno vedersi cancellare i costi fissi, 300 euro per aggiornare il software sono una spesa insostenibile». Dai commercianti, probabilmente, le voci critiche erano quasi attese. Il fatto è che a nutrire più di qualche dubbio sono anche le associazioni dei consumatori. «La lotteria degli scontrini rischia di creare discriminazioni tra cittadini e penalizzare chi risiede in zone montane, isolate o non servite da una rete internet adeguata». Lo afferma il Codacons, che condivide il grido d’allarme lanciato oggi dall’Uncem. «Il problema non riguarda solo gli esercenti ma anche e soprattutto i cittadini - afferma il presidente Carlo Rienzi - La lotteria degli scontrini deve consentire a tutti gli utenti di partecipare alle medesime condizioni al concorso e vincere i premi in palio, e non è tollerabile che vi siano discriminazioni a livello territoriale». «La lotteria degli scontrini - ha detto poi il presidente di Consumerismo Luigi Gabriele - determina costi per gli esercenti, dall’adeguamento del registratore di cassa fino alla gestione del caricamento dei codici dei clienti, costi che rischiano di essere scaricati sui consumatori finali attraverso un aumento generalizzato dei prezzi al dettaglio».

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