Anna Guaita
QUEST'AMERICA di
Anna Guaita

Influenza e raffreddore corrono sullo smartphone

Venerdì 18 Dicembre 2015 di Anna Guaita
NEW YORK – Qualche mese fa, nel pieno del gelido inverno scorso, avevo dedicato questo blog a riferire i suggerimenri dei Centers for Disease Control per minimizzare il rischio di prendersi l’influenza. A parte il vaccino – fortemente raccomandato – ci sono tante piccole precauzioni di cui vi parlavo.

Quest’anno, oltre a quelle già note, se ne aggiunge un’altra, alla quale di sicuro quasi nessun pensa: fare attenzione alla superficie dei nostri smartphone.


Tutti ci siamo abituati a lavarci bene le mani quando torniamo a casa, a lungo e col sapone. Sappiamo di aver toccato maniglie, ringhiere, sappiamo di aver stretto mani di altri che magari a loro volta non se le erano pulite, sappiamo di non doverci toccare la bocca o gli occhi se non ci siamo lavati da poco, sappiamo che virus e batteri si annidano anche nei guanti che indossavamo in metropolitana, e forse anche sulla sciarpa sulla quale il nostro vicino di sedile ha involontariamente startunito. Insomma, se prestiamo un minimo di attenzione a questi “luoghi caldi”, saremo in grado di difenderci meglio da influenze e raffreddore.


Ma ci avevate pensato alla superficie dell’iPhone? Sapete che è piena zeppa di microbi? Peggio di un gabinetto pubblico. E se ci riflettete un attimo, capirete che è inevitabile.


Il vostro cellulare viaggia dovunque voi andiate. Lo posate senza pensarci due volte su ogni tipo di superficie. Lo date in mano al vostro bambino che è stato fino a poco fa in classe con una ventina di compagni dei quali almeno due o tre avevano il raffreddore. Siete scesi in metropolitana, avete toccato il corrimano delle scale mobile, ora vi tenete a uno dei sostegni, e intanto con l’altra mano aprite la posta o mandate un sms. Poi tornate a casa, e ligi alle regole dell’igiene, vi lavate le mani con cura.

Ma ecco che riprendete in mano ill cellulare, sul quale avete precedentemente depositato ogni genere di microbo collezionato durante la vostra giornata. Digitate un numero, fate scorrere delle foto, ripassate le ultime notizie, e una bella parte di quei microbi torna sulle vostre dita. E poi, sicuri di avere le mani pulite (ve le siete lavate dieci minuti fa!) magari vi stropicciate gli occhi.

Visto com’è facile?

Il guaio è che ripulire la superficie di uno smartphone è cosa delicatissima. La Apple raccomanda vivamente di evitare prodotti chimici e tenervi lontani dall’acqua. E tuttavia, basta un panno in microfibra, o uno di quei quadratini setosi che si vendono dall’oculista, e una ripulita con questi eliminerebbe il 90 per cento dei microbi. Se poi inumidite un angolo del panno – inumidite, non immergetelo in acqua, basta che sia appena appena umido – riuscirete a toglierne un altro po’.


Ci sono poi strumenti complicati e costosi per sterilizzare l’apparecchio. Ma io credo molto nei suggerimenti che danno gli stessi esperti dei CDC: pulite la superficie del vostro telefono ogni volta che vi lavate le mani, così potrete essere ragionevolmente sicuri di non raccattare i microbi che ci avete depositato durante la giornata. Ultimo aggiornamento: 21:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA