Carbonara al pomodoro in Usa, Coldiretti: «Un inquietante tarocco della prestigiosa tradizione italiana»

Carbonara al pomodoro in Usa, Coldiretti: «Un inquietante tarocco della prestigiosa tradizione italiana»
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Mercoledì 24 Febbraio 2021, 20:19 - Ultimo aggiornamento: 20:22

La Coldiretti parla di «inquietante tarocco del prestigioso piatto della tradizione popolare italiana» di fronte alla ricetta della «Smoky Tomato Carbonara», cioè la carbonara di pomodoro affumicato, pubblicata nelle scorse ore dal New York Times. Un oltraggio ad un capolavoro della tradizione, nonchè «punta dell'iceberg della falsificazione del Made in Italy a tavola che nel mondo ha superato i 100 miliardi di euro con gli Stati Uniti al primo posto».

All'estero, stima la Coldiretti, sono falsi due prodotti alimentari di tipo italiano su tre, con il mercato mondiale delle imitazioni di cibo Made in Italy «La versione inventata dal quotidiano Usa utilizza oltre al pomodoro - riferisce la Coldiretti - il bacon al posto del guanciale mentre il Pecorino Romano viene sostituito dal Parmesan una brutta copia Made in Usa del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano». La Carbonara, aggiunge Coldiretti, «figura tra le ricette italiane più sfregiate all'estero con, ad esempio, l'abitudine di modificarla con l'impiego della panna senza il pecorino ma tra le specialità più "tradite" ci sono anche la tipica caprese servita con formaggio industriale al posto della mozzarella di bufala o del fiordilatte, mentre non mancano i casi di pasta al pesto proposta con mandorle, noci o pistacchi al posto dei pinoli e con il formaggio comune che sostituisce l'immancabile parmigiano reggiano e il pecorino romano». 

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Di fronte all'ultimo sfregio alla tradizione italiana, ad opera del New York Times, sono molti gli autorevoli commentatori scesi in campo a difesa del Made in Italy, come il regista e l'attore Carlo Verdone che definisce la proposta un sorta di amatriciana tutta sbagliata e in generale «un pasticcio» e pubblicati dagli utenti post sui social del tenore «la carbonara non si rivisita, si mangia così com'è da sempre». Insomma una vera e propria «Guerra della Carbonara». C'è però chi invita ad abbassare i toni poichè si è davanti a due stili di vita differenti e soprattutto un modo diverso di mangiare anche perché il tempo della giornata negli Usa è organizzato diversamente. A farlo presente è Francesco Panella, volto tv e ristoratore con locali a Roma e New York. «La reazione italiana alla rivisitazione della carbonara - afferma l'imprenditore- è un fatto di percezione, per noi la difesa di una ricetta va oltre questo, è una difesa dei nostri ricordi, dei nostri affetti che quel tipo di piatto ci riporta. Sulla bilancia dunque ci sono dei valori che vanno oltre il piatto. Per questo, aggiungo come ambasciatore tra Italia e Usa, che l'ambito del marketing va circoscritto tenendo presente tutto questo. Anche noi sperimentiamo e innoviamo in cucina ma teniamo presente questi valori. Gli americani sono sperimentatori, ma è dovuto alla grande proposta che hanno a disposizione, unica del genere. Non saranno però mai conoscitori di una cucina in maniera totale perché ogni giorno possono cambiare la nazionalità della cucina da degustare. Quanto alla ricetta proposta non è un problema ormai recuperare ingredienti con il guanciale in città come New York».

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«La cucina italiana- dice invece Gianfranco Sorrentino del ristorante il Gattopardo di New York con il marchio Ospitalità italiana nel mondo promosso da Istituto Nazionale di Ricerche TuristicheIsnart e Unioncamere - non è molto conosciuta e stiamo cercando di promuoverla con l'associazione "Gruppo Italiano". Il ristoratore spiega inoltre che gli americani, avendo un spirito libero, amano mischiare ingredienti, ma c'è anche poco conoscenza culinaria». Sulla scelta e utilizzo dei prodotti ricorda che quelli italiani hanno un prezzo un pò più alto e questo incide. 

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