Carne vietata a mensa nelle scuole di Lione, il sindaco: «Misure per il Covid». Ma è polemica

Carne vieta a mensa nelle scuole di Lione, il sindaco: «Misure per il Covid». Ma è polemica
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Lunedì 22 Febbraio 2021, 16:50 - Ultimo aggiornamento: 17:00

Essere vegetariani (anche se non del tutto) è una scelta, ma non può essere un obbligo. E per questo in Francia esplode la polemica. A provocarla è stata la decisione del sindaco ecologista di Lione di imporre nelle mense scolastiche della città un menù privo di carne. Il governo, soprattutto il ministro dell'interno Gérald Darmanin, ha attaccato il sindaco che difende la sua scelta legata alle «misure sanitarie». Il sindaco, il "verde" Grégory Doucet, ricorda anche che la stessa decisione fu adottata l'anno scorso dal suo predecessore, l'ex ministro dell'Interno Gérard Collomb, senza che nessuno protestasse.

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Stavolta, le polemiche, lanciate dall'opposizione di destra in Giunta, sono esplose in tutto il Paese. Il Comune ha spiegato che la scelta di eliminare per il momento la carne dai vassoi degli scolari è stata dettata semplicemente dalla necessità di sveltire le file durante l'attesa dei ragazzi, un'esigenza chiaramente espressa dall'Educazione nazionale. Il ricorso al «menù unico», quindi senza carne che necessità di maggior tempo di preparazione per ogni vassoio e crea problemi con gli allievi che per motivi vari non la mangiano, è una scelta coerente con le esigenze del momento. Senza carne ma con uova e pesce, il menù «resta equilibrato» e consente «di non escludere alcun allievo», spiega l'assessora all'Educazione, Stéphanie Léger. Per il sindaco Doucet, «si tratta soltanto di buon senso pratico. Che la destra alleata del mio predecessore alle elezioni gridi oggi alla scelta ideologica mi fa sorridere».

Dalla destra protesta Etienne Blanc: «questo modo di imporre una scelta, senza alternative possibili, è inammissibile». «Nella città della gastronomia - ha aggiunto Béatrice de Montille, dei Républicains - la maggioranza ecologista approfitta della crisi sanitaria per far passare misure ideologiche senza alcuna concertazione». Ma la polemica si è allargata a macchia d'olio in poche ore, soprattutto con un tweet del ministro Darmanin: «oltre all'inaccettabile insulto agli agricoltori e ai macellai francesi, la politica moralista ed elitista dei Verdi esclude le classi popolari. Tanti bambini, spesso, mangiano la carne soltanto alla mensa». «Sono sempre per lasciare la scelta agli allievi, non c'è bisogno di una scelta ideologica», ha detto da parte sua il portavoce del governo, Gabriel Attal. In visita oggi proprio a Lione, il ministro della Salute, Olivier Véran, è intervenuto invitando a «non far polemiche»: «capisco - ha detto - che nelle famiglie in stato di precarietà, la carne e il pesce costino troppo e quando si decide di far rimanere a mangiare a scuola è anche per fargli avere l'occasione di mangiare proteine animali che sono importanti in una dieta».

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