MATTEO RENZI

Riforma della Pa, via libera di Renzi: fuori gli over 70, dentro 15 mila giovani

Sabato 14 Giugno 2014 di Luca Cifoni
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ROMA - Una mobilitŗ che nelle intenzioni del governo non dovrebbe spaventare i dipendenti ma rendere piý fluida la pubblica amministrazione.

Le nuove norme sui trasferimenti sono uno dei capitoli fondamentali del decreto urgente approvato ieri dal Consiglio dei ministri, mentre altre novit√† importanti come quelle sulla dirigenza confluiscono nel disegno di legge. Punto chiave del pacchetto √® anche la cosiddetta staffetta che potr√† essere resa possibile attraverso il pensionamento di molte migliaia di lavoratori. ¬ęParte il ricambio generazionale¬Ľ ha commentato Matteo Renzi in conferenza stampa. Il premier ha difeso l’impianto della riforma, lasciando spazio a modifiche: ¬ęGli obiettivi ci sono, poi il Parlamento √® sovrano¬Ľ. Le Camere ad esempio stabiliranno la mappa esatta delle nuove prefetture, stante la volont√† dell’esecutivo di impostare la presenza dello Stato su base regionale.

La mobilit√† che l’esecutivo intende spingere √® di due tipi: volontaria e obbligatoria. Nel primo caso, quando cio√® √® il dipendente a volersi spostare, non servir√† l’assenso dell’amministrazione di provenienza ma solo nel caso di passaggio tra sedi centrali di differenti ministeri, agenzie ed enti pubblici nazionali: l’autorizzazione dovr√† arrivare entro due mesi dalla richiesta. Per ora quindi appaiono esclusi gli enti locali. C’√® per√≤ un altro vincolo: l’amministrazione di destinazione dovr√† avere una percentuale di posti vacanti superiore rispetto a quelle di provenienza.

L’altro scenario √® quello in cui il lavoratore non abbia espresso la volont√† di spostarsi: nonostante ci√≤ potr√† essere trasferito praticamente senza alcuna formalit√† all’interno dello stesso Comune oppure in un raggio di cinquanta chilometri. Il decreto specifica infatti che entro questi ambiti territoriali e geografici le varie sedi lavorative costituiranno ai senso del codice civile una sola unit√† produttiva. Formalmente quindi non si tratter√† di un trasferimento e non ci sar√† bisogno neanche di comunicazione ai sindacati: anzi vengono dichiarati nulli tutti gli accordi o i contratti che siano in contrasto con questo principio.

LA TABELLA DA SCRIVERE

L’altra garanzia che la stessa Madia ha voluto ribadire √® quella relativa al trattamento economico. Il lavoratore che si sposta non deve avere un danno retributivo: per rendere concreto questo principio sar√† per√≤ necessario approvare una tabella di equiparazione tra le varie mansioni di un’amministrazione o di un’altra. Si provveder√† entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto ma in mancanza di un percorso condiviso con le organizzazioni sindacali il ministero della Pubblica amministrazione potr√† decidere autonomamente. Per dare impulso alla nuova mobilit√† viene istituito anche un fondo con una dotazione di 15 milioni per quest’anno e 30 a partire dal 2015: dovr√† essere utilizzato in primo luogo per favorire il funzionamento ottimale degli uffici giudiziari, che spesso presentano carenze di organico.

LE SEMPLIFICAZIONI

Connessa al tema della mobilit√† √® un’altra novit√† che faceva parte dei 44 punti a suo tempo presentati dal governo: l’assegnazione di nuove mansioni ossia il demansionamento. I dipendenti che si trovano in disponibilit√†, ossia per vari motivi non hanno uno specifico ruolo, potranno chiedere di essere ricollocati in una qualifica inferiore o in posizione economica meno favorevole.

Faranno probabilmente parte del decreto anche alcune novit√† in tema di semplificazione, da quelle in favore dei malati cronici all’unificazione dei moduli da utilizzare negli 8.000 Comuni italiani.

Ultimo aggiornamento: 15 Giugno, 12:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA