Orte-Civitavecchia, Ance insiste sul tracciato verde: «Lo stop costerà 80 milioni»

Giovedì 30 Luglio 2020
«La vera assurdità non è l’indirizzo della Corte di Giustizia europea, ma il fatto che dopo 50 anni ancora si discuta sul tracciato». L’unico per chiudere il cerchio della traversale, per Fabio Belli - delegato alle infrastrutture di Ance Viterbo (associazione costruttori edili), - resta quello verde contro il quale, già in embrione e prima del tribunale di Lussemburgo, si erano mosse associazioni ambientaliste e comune di Tarquinia.

«Più logico ed economico, qualsiasi altro costerebbe dagli 80 milioni in più a salire», precisa. Se così la penserà anche il Tar, al quale la corte europea ha rimbalzato il fascicolo e chiamato a una risposta attesa per fine anno, i lavori potranno subire accelerata con l’incognita di un eventuale ricorso al Consiglio di Stato. In caso contrario, i tempi sono destinati a dilatarsi se non a fossilizzarsi.

 La figura del commissario e l’inserimento dell’opera all’interno del decreto semplificazione potrebbe non essere sufficiente per spezzare il circolo vizioso dei ricorsi e superare uno scoglio contro il quale, negli ultimi 40 anni, amministrazioni a vari livelli si sono schiantate.
 «Un commissariamento avrebbe l’effetto di sburocratizzare la macchina ma davanti a una bocciatura del tribunale ci sarebbe poco da fare». Magari presentare un nuovo progetto e sperare che tutto fili più o meno liscio.

«Ma nel frattempo i danni sarebbero difficile da quantificare – continua Belli – detto che sbloccare il cantiere, specialmente ora, garantirebbe lavoro a centinaia di persone per almeno quattro anni».  C’è poi il capitolo legato ai fondi messi a disposizione dell’Unione europea per il completamento dell’opera («circa 200 milioni di euro» spiega Belli), in scadenza nel 2021, pronti a tornare nelle casse di Bruxelles.

«Un problema tutto italiano – ironizza Belli – i soldi ci sono ma non siamo capaci a spenderli: dire che la trasversale è fondamentale è un disco rotto». A sottolineare la necessità del completamento e la sua valenza in funzione di locomotiva economica della provincia erano stati anche, nei giorni scorsi, Cgil, Cisl e Uil al primo appuntamento del tavolo di concertazione per il rilancio del territorio.

«Ricominciare da zero sarebbe un colpo da ko – conclude Belli - perché l'iter burocratico, tutto quello che viene prima e segue, sposterebbe il taglio del nastro avanti di anni. Quanti non saprei neppur dirlo». Il tempo stringe, la pena dura: continuare sulla via dell’auto isolamento, quanto di peggiore possa chiedere al futuro l’intera provincia.
  Ultimo aggiornamento: 12:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA