Polo Cassia Nord, Confesercenti rilancia il piano urbanistico commericiale: «No a uno sviluppo selvaggio»

Polo Cassia Nord, Confesercenti rilancia il piano urbanistico commericiale: «No a uno sviluppo selvaggio»
di Luca Telli
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Venerdì 12 Marzo 2021, 10:22 - Ultimo aggiornamento: 19:59

«Parlare di crescita economica quando si sposta l’asse commerciale di una città è quanto meno improprio. Perché per un’area che cresce c’è un’altra che ne esce per forza di cosa penalizzata». Il Parco commerciale Cassia Nord, secondo il presidente di Confesercenti Vincenzo Peparello, rischia portare in dote un conto salatissimo in termini occupazionali.

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«I dati sono chiari – spiega Peparello -. Per una nuova assunzione nella grande distribuzione, tre che lavorano nei negozi di prossimità e nelle piccole imprese perdono il posto». Un’operazione nata senza una visione, «che può trasformarsi in un’opportunità – precisa Peparello – ma che non tiene conto delle criticità e dell’effetto nel medio lungo periodo sulle attività del centro storico e sulle piccole realtà di un tessuto sociale ed economico degenerato, provato ancora di più dal Covid».

Il dito, il presidente di Confesercenti, non lo punta verso nessuno in particolare, piuttosto contro un trentennio di politica che non ha saputo interpretare i bisogni di una realtà né raccoglierne le sfide. Latitante in termine di programmazione e poco attenta ai rischi di una crescita disorganizzata. «Da mesi ripetiamo l’urgenza di un piano urbanistico commerciale. È una bussola necessaria per capire come sostenere le imprese e quando c’è da correggere il tiro – aggiunge – Eravamo riusciti a strappare un sì alla creazione di un tavolo interassessorile che coinvolgesse le parti in causa, ma poi non se ne è fatto nulla. Noi siamo pronti a dare il nostro contributo».

Di paletti Peparello ne metto solo uno. «Quello che è deve essere ben chiaro è che gli interessi politici non devono prevalere su quello che è il bene futuro della città che deve crescere in maniera uniforme». La soluzione, davanti una direzione ormai presa e che punta verso un’espansione sempre più solida e capillare nel quadrante nord, passa da un piano di intervento sul centro storico.

«Manifestazione, eventi occasionali e quant’altro servono a poco – conclude Peparello -. Le attività vivono 12 mesi all’anno. Come dire, non si cura il singhiozzo con l’aspirina. Servono a lungo termine l’obiettivo finale dei quali è ricreare interesse non solo delle persone, ma anche degli imprenditori, verso il centro».

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