Ralph Fiennes, Rhys Ifans e il cast di The King’s Man: «Bisogna ridere dei tiranni, e oggi ci sono molti idioti tra cui scegliere»

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Quando i peggiori tiranni e menti criminali della storia si riuniscono per organizzare una guerra per spazzare via milioni di vite, un uomo dovrà correre contro il tempo per fermarli. The King’s Man – Le Origini rivela la nascita della prima agenzia di intelligence indipendente.


In sala dal 5 gennaio, distribuito da Walt Disney Italia, il film è diretto da Matthew Vaughn ed è interpretato da Ralph Fiennes, Gemma Arterton, Rhys Ifans, Matthew Goode, Tom Hollander, Harris Dickinson, Daniel Brühl, con Djimon Hounsou e Charles Dance.


«È importante in generale ridere dei nostri tiranni e ad alcuni degli idioti che ci guidano. E purtroppo per il mondo in questo momento, ci sono molti idioti tra cui scegliere» racconta durante l’intervista Rhys “Rasputin” Ifans, che prosegue: «I veri Gentleman oggi sono tutti coloro che hanno salvato vite umane in questa pandemia in maniera disinteressata, come gli operatori sanitari».


Cosa vuol dire essere dei Gentleman? Esiste ancora questa definizione oggi?
Una degli spunti di conversazione interessanti che The King’s Man lancia è anche questo (oltre a una più strutturata riflessione sulle conseguenze fisiche, psicologiche e morali di una guerra come il primo conflitto mondiale).
Per il regista Matthew Vaughn i gentleman moderni sono: «Una razza morente che stiamo cercando di mantenere in vita. Non me ne vengono i mente molti, ma Colin Firth sicuramente e anche Ralph Fiennes. Non ce ne sono molti là fuori, però». Per Ralph Fiennes invece: «Ne conosco un paio, in grado di rappresentare  la bontà, la gentilezza, senso dell'umorismo, e la capacità di perdonare. Ma generalmente sono persone comuni. Posso pensare a chi non è un gentleman oggi. Non credo che li troviate affatto in politica. Non credo che si trovino necessariamente nel mondo degli affari. L’idea del politico gentiluomo credo sia morta da tempo. Sono una razza estinta».


(Servizio a cura di Eva Carducci)

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