Rita Dalla Chiesa sbotta di nuovo per la bolletta: «Vergognatevi. Qualcuno ci salva dall'Enel?»

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FUNWEEK.IT - Non è la prima volta che Rita Dalla Chiesa sbotta direttamente dal suo profilo Twitter contro l’Acea o l’Enel, ma stavolta – evidentemente esasperata – ci è andata giù pesante. Al grido di “Vergognatevi”, infatti, la conduttrice e opinionista ha fatto sapere al popolo del web a quanto ammonta effettivamente la bolletta anche se il consumo si aggira sui 12 euro. “Qualcuno ci salva dall’Enel che per un consumo di 12 euro a bimestre emette bollette per 68,17 euro? Che ci fate nei talk show televisivi?” La domanda finale ha diviso i seguaci di Rita Dalla Chiesa che si è sentita in parte certamente supportata da chi la pensa esattamente come lei e in parte criticata da chi, per via del ruolo che ricopre in tv, vorrebbe vederla in prima linea in questo tipo di battaglie. Foto@Kikapress/GettyImages
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Dal canto suo il Servizio Elettrico Nazionale (ex Enel Servizio Elettrico) ha precisato in una nota che «i prezzi dell’energia elettrica includono anche le cosiddette quote fisse, ossia le quote che non dipendono dai consumi e che vengono applicate da tutte le società di vendita in base ai valori fissati dall’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA). Tali quote coprono i costi fissi del sistema che vengono ripartiti sui clienti. In particolare, fanno riferimento ai cosidetti oneri di sistema (destinati ad esempio all’incentivazione delle fonti rinnovabili, al finanziamento del bonus sociale, ecc.) e agli oneri che gli operatori devono sostenere indipendentemente dal consumo del cliente, quali quelli per la gestione della rete di trasporto, del contatore e delle attività commerciali. Per gli oneri generali di sistema e per i costi del trasporto, a partire dal 2016 è stato stabilito da parte dell’ARERA, nell’ambito di una riforma delle tariffe prevista dalla legge, un riequilibrio del contributo pagato dalle diverse categorie di clienti che ha comportato per le forniture dei clienti domestici non residenti (le cosiddette seconde case) un aumento delle sopramenzionate quote fisse.

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