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Torna la Pachamama in Vaticano, stavolta su una moneta celebrativa del Papa

Venerdì 16 Ottobre 2020 di Franca Giansoldati

Città del Vaticano – La tanto contestata Pachamama torna a sorpresa in Vaticano ma stavolta non sotto forma di statuetta di legno, ma sotto forma di moneta ufficiale del piccolo Stato pontificio. L'idolo delle popolazioni andine che era stato collocato in una chiesa a via della Conciliazione durante il sinodo sull'Amazzonia e poi rubato e gettato nel Tevere per sfregio perché ritenuto blasfemo e offensivo ora fa capolino in una monetazione celebrativa di Papa Francesco.

 

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La moneta d'argento raffigura la Terra, intesa come madre e casa dell'uomo. E' rappresentata da una donna india in stato interessante che si accarezza il pancione sul quale appare il nostro pianeta con l'orografia dei continenti. A firmare la moneta è Luigi Oldani che si è ispirato allo stato di deterioramento del pianeta secondo la Laudato Si, «sottolineando che la terra è troppo spesso messa in pericolo per colpa dei comportamenti sociali e individuali sconsiderati». Di conseguenza la Pachamama serve per richiamare l'attenzione sulla tutela del pianeta. 

Durante il sinodo sull'Amazzonia erano stati in tanti ad avere storto il naso per la centralità che aveva avuto la divinità india in alcuni riti (uno avvenuto anche in presenza del Papa nei giardini vaticani). Ne era nato un caso internazionale. Ora il ritorno della Pachamama su una moneta celebrativa rischia di rinvocolare le polemiche. Sui social già cominciano a circolare le prime immagini della moneta d'argento con commenti piuttosto piccati. 

In Vaticano si commenta la moneta con la spiegazione che si tratta della «celebrazione della vita sulla Terra, ovvero un impegno a prendersi cura del pianeta, ed è il progetto al quale la Chiesa intende offrire la sua adesione, un’opera grandiosa e complessa: promuovere un’azione internazionale per garantire a ciascuno il futuro, gli alimenti di cui ha bisogno, tanto per quantità che per qualità, perché l’avanzamento economico si accompagni con lo sviluppo sociale, senza il quale non si dà vero progresso».

L'emisione numismatica è avvenuta il 16 ottobre, giorno dell'elezione di Giovanni Paolo II. Di questa moneta in argento 925 (diametro mm 34 per  22 grammi di peso), il Vaticano ha fatto coniare dalla Zecca dello Stato  3300 esemplari in vendita al prezzo di 69 euro.

 

 

La polemica che era sorta attorno alla Pachamama – divinità diffusissima in tutta l'America Latina – aveva costretto il Vaticano a correre ai ripari e rassicurare i fedeli sul fatto che quella statuetta rubata dalla chiesa e gettata nel tevere (e poi ripescata dai carabinieri) non era di certo una dea e non c'era stato alcun culto idolatrico. «Sono simboli di realtà ed esperienze amazzoniche, con motivazioni non solo culturali, ma anche religiose, ma non di adorazione, perché questa si deve solo a Dio» aveva scritto l'Osservatore Romano.

Adesso una nuova puntata: la Pachamama ha fatto ritorno sul conio di una moneta celbrativa. 


 

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