Il cardinale Kraiewski dona quindicimila gelati ai detenuti di Rebibbia

Il cardinale Kraiewski dona quindicimila gelati ai detenuti di Rebibbia
di Franca GIansoldati
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Martedì 7 Settembre 2021, 16:55

Città del Vaticano – Il cardinale Konrad Krajewski ha consegnato 15.000 gelati ai detenuti del carcere di Regina Coeli e a quelli di Rebibbia. E' uno dei tanti gesti di carità che l'Elemosineria Apostolica ha fatto quest'estate. «Non siamo andati in vacanza» dice il cardinale facendo un bilancio relativo a tutte le azioni di beneficienza che quest'estate ha realizzato, soprattutto a cavallo del ferragosto, attraverso piccoli e grandi gesti d'amore dedicati a due delle sette opere di misericordia: visitare i carcerati e consolare gli afflitti. 

Oltre agli aiuti che regolarmente vengono dati attraverso l'Elemosineria nei mesi di luglio e agosto, quando tante mense e strutture caritative hanno dovuto limitare le proprie attività, il cardinale ha portato piccoli gruppi di persone senza fissa dimora, oppure ospitati nei dormitori, al mare o al lago, presso Castel Gandolfo. Un pomeriggio di relax e una cena in pizzeria per farli sentire meno soli.

Non sono state certamente dimenticate neanche le popolazioni più povere di altre nazioni, le quali, attraverso la segnalazione e la mediazione dei nunzi apostolici hanno ricevuto farmaci, respiratori polmonari e materiale sanitario . 

Nel solo mese di agosto, ad esempio, è stato acquistato un tomografo per il Madagascar, del valore di circa 600.000 dollari, ed è stata conclusa la preparazione di ambulatori medici, ristrutturati o costruiti di nuovo, per quasi 2.000.000 di euro, in tre Paesi tra i più poveri dell’Africa. 

Kraiewsky è di fatto diventato il braccio operativo della carità papale. In passato ha portato a visitare la Cappella Sistina decine di homeless, ha offerto spettacoli al circo per i bambini migranti, ha realizzato anche un ambulatorio mobile per le zone periferiche. La azione che maggiormente ha fatto discutere sollevando polemiche resta quella di aver riallacciato l'energia elettrica ad un palazzo occupato abusivamente dal 2003. La corrente era stata staccata perchè gli inquilini risultavano morosi per centinaia di migliaia di euro per bollette non pagate. L'Acea aveva anche fatto un esposto contro ignoti e il cardinale, dopo il blitz, aveva assicurato che avrebbe saldato il conto. 


 

 

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