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Marcia funebre per la morte del ghiacciaio Pizol in Svizzera: sciolto dal riscaldamento globale

Domenica 22 Settembre 2019 di Franca Giansoldati
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Città del Vaticano  - Un mese fa in Islanda uno strano corteo funebre con in testa ministri e ambientalisti aveva commemorato la morte del ghiacciaio Okjokull. Al lutto si era unito – con un bell'articolo – anche l'Osservatore Romano per ricordare i danni globali del riscaldamento del pianeta. Oggi, un'altro funerale ad un altro ghiacciaio, stavolta in Svizzera, sta a testimoniare che l'aumento delle temperature negli ultimi vent'anni sta effettivamente cambiando i tratti delle montagne europee.

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La marcia funebre - pubblicizzata via radio dalle Chiese evangeliche svizzere -  è stata organizzata per piangere il ghiacciaio Pizol, evaporato sotto l'effetto del riscaldamento terrestre.

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Gli attivisti elvetici hanno diffuso sul web anche due eloquenti fotografie, la prima relativa al 2006 che testimonia la presenza del ghiacciaio e la seconda scattata l'anno scorso che mostra solo pietrisco e rocce al posto del ghiaccio.

Chi ha partecipato al funerale si è presentato vestito a lutto, con abiti neri e appropriati per la cerimonia, ai piedi del monte, vicino al Liechtenstein, con tanto di discorsi pronunciati da scienziati e ambientalisti. Non è mancata nemmeno la deposizione di una corona di fiori in memoria del ghiacciaio. «Dal 1850 ad oggi si stima che 500 ghiacciai svizzeri siano completamente scomparsi» ha affermato Matthias Huss, del politecnico di Zurigo. 
 

Ultimo aggiornamento: 20:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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