I vescovi Usa alla conta, settimana decisiva per lo scontro sull'aborto e la comunione a Biden

I vescovi Usa alla conta, settimana decisiva per lo scontro sull'aborto e la comunione a Biden
di Franca Giansoldati
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Lunedì 15 Novembre 2021, 10:57

Città del Vaticano - I vescovi degli Stati Uniti sono arrivati al redde rationem. Questa settimana si presenta decisiva per capire quale è l'orientamento prevalente nell'episcopato americano sulla grande questione dell'aborto, se dare o no la comunione ai politici che lo sostengono legalmente. Un argomento divisivo che aveva lacerato la Chiesa durante la campagna elettorale con il presidente Joe Biden, cattolico praticante e favorevole a leggi abortiste, finito al centro di scontri durissimi tra prelati rigorosi nel difendere la dottrina (che in via teorica non ammetterebbe deroghe) e prelati aperti a visioni pastoralmente più flessibili.

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Il documento sull'aborto verrà votato durante l'incontro a Baltimora (dal 15 al 18 novembre) e i vescovi sono costretti a contarsi. Il punto all'ordine del giorno resta una proposta di "documento di insegnamento" sul sacramento della Comunione che, dalle indiscrezioni che arrivano, sembrerebbe priva di riferimenti al presidente americano Biden o ad altri politici anche se, secondo l'agenzia AP, si dice che: «I laici che esercitano qualche forma di autorità pubblica hanno una speciale responsabilità di incarnare l'insegnamento della Chiesa». La parola aborto sembra sia menzionata solo un paio di volte.

Biden, il primo presidente cattolico dai tempi di John Kennedy, ha spiegato in diverse occasioni che personalmente si oppone all'aborto benchè sostenitore del diritto alla scelta, visto che si tratta di una legge statale. Nel frattempo la sua amministrazione ha chiesto alla Corte Suprema di bloccare la legge del Texas che vieta gli aborti dopo sei settimane.

Naturalmente il nodo relativo all'aborto resta motivo di dissidio tra i vescovi più conservatori e quelli più aperturisti. Un recente sondaggio del Pew Research Centre ha fatto affiorare che la maggioranza dei cattolici (il 55%) ritiene che l'aborto dovrebbe essere legale. Un altro sondaggio, invece, stavolta di Gallup risalente agli inizi di quest'anno, ha messo in evidenza che la Chiesa cattolica continua a perdere fedeli a rotta di collo come conseguenza degli scandali di natura sessuale. 

La grande questione dell'aborto è stata inevitabilmente al centro dell' incontro tra Biden e il Papa a Roma due settimane fa. Al termine del colloquio il presidente americano parlando con i giornalisti ha riferito che potrà continuare a fare la comunione nonostante il suo appoggio all'aborto, con buona pace dei conservatori. Il Papa, infatti, gli avrebbe assicurato che è un buon cristiano e come tale può ricevere la comunione.

Francesco sull'argomento era intervenuto indirettamente un paio di settimane prima: tornando dal viaggio in Ungheria e Slovacchia aveva affermato che l'aborto è certamente un omicidio ma che la comunione non poteva diventare terreno di scontro tra i vescovi. Aggiungendo che l'ostia consacrata non è mai un premio per i perfetti e che lui, in tutta la sua vita, non aveva mai negato la comunione a nessuno. Parole che erano suonate molto chiare su come l'episcopato dovrebbe procedere distinguendo tra il peccato dell'aborto (che resta un crimine gravissimo) e il diritto civile a praticarlo, facendo attenzione tra la sfera pubblica e quella privata. 

«La comunione non è un premio per i perfetti. ... La comunione è un dono, la presenza di Gesù e della sua Chiesa», aveva detto il papa, aggiungendo che i vescovi dovrebbero usare compassione e tenerezza con i politici cattolici che sostengono i diritti all'aborto. Adesso la parola spetta ai vescovi con il voto al documento della discordia anche se lo scontro tra politici cattolici e vescovi americani sulla interruzione volontaria di gravidanza va avanti da sempre, raggiungendo fasi critiche quando John Kerry, cattolico praticante, nel 2004 vinse la nomination per i dem.

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