Terni, si toglie la vita il comandante della Finanza Giua: è il terzo suicidio
di un ufficiale in Umbria

Terni, si toglie la vita il comandante della Finanza Giua: è il terzo ufficiale suicida in Umbria
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Lunedì 1 Ottobre 2018, 17:45 - Ultimo aggiornamento: 2 Ottobre, 19:28

TERNI Il colonnello Massimiliano Giua, comandante provinciale della Guardia di Finanza si è tolto la vita sparandosi un colpo partito dalla pistola d'ordinanza. Il corpo dell'ufficiale è stato ritrovato sul Monte Argentario da un gruppo di persone che stava passeggiando nella zona questa mattina. Era in ferie da alcuni giorni anche se fino a due giorni fa aveva lasciato le consegne per una riunione di lavoro che si sarebbe dovuta tenere il 3 ottobre a Terni. Questa mattina a dare l'allarme è stato un familiare perchè il colonnello non rispondeva al telefono da alcune ore. Si sarebbe dovuto sposare con una collega il 13 ottobre prossimo. Giua era arrivato a Terni da un anno e aveva seguito tutte le più importanti indagini dell'inchiesta Spada, che riguarda appalti del Comune di Terni e quelle che riguardavano la sanità.

Era arrivato da Grosseto, dopo aver lavorato lì per quattro anni. Non si conoscono le motivazioni del gesto.
Era anche giornalista pubblicista e per questo aveva partecipato come relatore a numerosi corsi di formazione organizzati dall'Ordine dei giornalisti della Toscana e avrebbe dovuto partecipare come formatore a un corso organizzato dall'Ordine dell'Umbria.

Disposta l'autopsia. Il sostituto procuratore Valeria Lazzarini di Grosseto ha disposto l'autopsia sul corpo del colonnello della guardia di finanza . La salma ora è all'obitorio dell'ospedale Misericordia di Grosseto. Vicino al corpo sono state trovate due lettere, una scritta in forma privata al padre e alla sorella, e l'altra ai colleghi delle Fiamme Gialle per dar loro indicazione dove avrebbero trovato gli 11 proiettili rimasti in dotazione con la pistola.

Il curriculum Nato a Francoforte sul Meno (Germania) nel 1970, Giua era entrato nell’Accademia della Guardia di Finanza nell’ottobre 1989 ed aveva frequentato il Corso Superiore di Stato Maggiore Interforze nel 2009. Aveva prestato servizio con incarichi di comando presso i reparti operativi di Trani, Roma e Torino. Essendo giornalista pubblicista che collaborava con primarie riviste specializzate ed autore di numerose pubblicazioni, nel corso degli anni aveva ricoperto ruoli di staff presso l’Ufficio Stampa del Comando Generale e quale Capo Ufficio Operazioni presso il Comando Regionale Piemonte.

 Massimiliano Giua aveva conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi “La Sapienza di Roma” e in Scienze della Sicurezza Economico-Finanziaria presso l’Università degli Studi “Tor Vergata” di Roma, nonché il Master di 1° livello in Studi internazionali strategico-militari. Come docente ha svolto attività di insegnamento in materia di “Tecniche di polizia tributaria”, “Polizia doganale” e “Diritto doganale” presso l’Accademia del Corpo e la Scuola di polizia tributaria. Molteplici anche le collaborazioni con il mondo universitario, in particolare di Roma Tor Vergata, Torino, Milano e SDA Bocconi.

Il colonnello Giua, insignito di Medaglia d’Argento al Merito di lungo comando era Consigliere giuridico delle Forze Armate.

Il cordoglio del sindaco di Terni. «A nome mio e della giunta esprimo le più sincere condoglianze alla famiglia e agli amici del comandante provinciale della guardia di finanza di Terni»: lo scrive in una nota il sindaco, Leonardo Latini, appresa la notizia del suicidio dell'ufficiale, oggi a Monte Argentario (Grosseto). «Ero accanto a lui poco tempo fa - ricorda ancora il sindaco - in occasione della festa di San Matteo a Terni, protettore dei finanzieri. Persona cordiale, affabile, mite e disponibile, un servitore dello Stato di indubbia onestà e senso del dovere. La sua tragedia ci ha scosso profondamente»

Il saluto del sindaco di Capalbio. «Ci ha lasciato un uomo di grande valore, amico di Capalbio e della Maremma per la sua professione e per passione. Persona cordiale, affabile, mite e disponibile, un servitore dello Stato di indubbia onestà e senso del dovere». Così il sindaco di Capalbio (Grosseto), Luigi Bellumori, esprime cordoglio per la morte del comandante provinciale della guardia di finanza di Terni, che in precedenza era stato comandante provinciale a Grosseto. Bellumori, parlando di «tragica scomparsa», ricorda che «a settembre dello scorso anno» io colonnello di cui oggi è stato ritrovato il cadavere in un dirupo a Monte Argentario, « venne personalmente a salutarci prima di prendere il comando a Terni. Di tanto in tanto qualche messaggio per sapere cosa accadeva in Maremma. La tragica scomparsa ci colpisce e ci addolora profondamente. Condoglianze dell'amministrazione comunale e le mie personali alla famiglia, agli affetti più stretti ed agli amici. Un caro abbraccio Massimo, riposa in pace e veglia su di noi».

Altri addii tragici Lo scorso anno si era ucciso in Abruzzo il generale Guido Conti che aveva guidato il Corpo Forestale in Umbria e aveva seguito le indagini su furti e truffe in ThyssenKrupp a Terni. Tra le motivazioni del suicidio si era adombrato anche il sospetto che il generale provasse sensi di colpa per le vittime di Rigopiano, in quanto Conti aveva prestato servizio anche in Abruzzo e seguito alcune pratiche che riguardavano le concessioni per l'hotel poi distrutto dalla valanga, anche se non era mai stato indagato e successivamente era risultato estraneo.

Nel 2010 invece a Terni la morte in circostanze misteriose di un colonnello dei carabinieri che cadde nel vuoto dalla sua abitazione nella caserma di via Radice. 

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