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Terni, il ponte del 2 giugno riempie agriturismi e b&b, ma non è boom negli alberghi

Terni, il ponte del 2 giugno riempie agriturismi e b&b, ma non è boom negli alberghi
di Aurora Provantini
3 Minuti di Lettura
Sabato 4 Giugno 2022, 10:17

TERNI - Se la Pasqua è stata sold out, il ponte del due giugno non è ha registrato il tutto esaurito negli alberghi del territorio. Bene Orvieto e Narni, benissimo Valnerina e lago di Piediluco, male la capitale dell’acciaio. Nei comuni della provincia a forte attrazione turistica la durata del soggiorno in hotel è stata breve: due pernottamenti. Il doppio nell’extralberghiero: quattro. I primi a vendere le camere sono stati agriturismi e b&b. Pierfederico Runcini, con una guesthouse a Ferentillo, ha avuto solo ospiti italiani, in questo lungo ponte di giugno. «Cosa insolita – spiega – perché la Velnerina è meta privilegiata soprattutto di olandesi, inglesi e tedeschi. Ma stavolta gli stranieri non sono arrivati». Tenta un’analisi: «Questo anticipo di caldo ha sicuramente trascinato molti turisti al mare. Anche i laghi sono stati presi d’assalto. Il giorno della festa della Repubblica, al belvedere inferiore della Cascata delle Marmore c’era il delirio. Girando un po' con mia moglie e nostra figlia, ho avuto la sensazione che Terni si fosse spopolata. La gente era concentrata per lo più sulle rive del Nera o del lago di Piediluco, ma erano tutti visi conosciuti, del posto direi». Lucilla Meoni, tour operator e titolare di un b&b nella zona di Collescipoli, spiega che i ponti non muovono così tanti flussi come si pensa. «Storicamente quello del due giugno introduce alla grande stagione estiva e viene spesso utilizzato per aprire le seconde case - spiega – quindi anche se il traffico in strade e autostrade è paragonabile a quello di Ferragosto, non va a riempire certo gli alberghi. Il mio b&b è occupato per cinque giorni, da mercoledì a domenica, ma si tratta di poche camere. Quello che noto è che chi viaggia predilige posti immersi nel verde, isolati, possibilmente in collina. Ma non perché lì è più fresco, semplicemente perché la pandemia ci ha portato ad apprezzare la campagna e l’aria pulita. Certo, se la comunicazione fosse mirata a trattenere i turisti, sarebbe tutto più facile. Ogni volta, invece,  mi trovo costretta a segnalare i posti da visitare ai miei clienti».
Per Lucilla Meoni, comunque, in Umbria i turisti sono tornati nel momento in cui i contagi da Covid sono cominciati a diminuire. «Il boom di prenotazioni c’è stato con la fine dello stato di emergenza – argomenta – poi la guerra in Ucraina ha rallentato gli spostamenti, ma le persone sono talmente stanche di restare chiusa in casa che si registra una ripresa dei viaggi ovunque. Diciamo che l’estate 2022 sarà quella delle doppie vacanze. Sia in Italia e quindi anche in Umbria, che all’estero». La conferma arriva da Gabriele Giovannini, presidente del Dit (Distretto integrato turistico): «Nel Ternano il mese della ripartenza è stato maggio. Non posso fare consuntivi per questo ponte di giugno perché molti ospiti arrivano senza prenotare. Ma riceviamo molte richieste per la prossima estate, e questo ci fa pensare che la ripartenza è adesso».
Ottimista sulle prospettive del turismo umbro si dichiara Stefano Martucci, presidente provinciale di Federalberghi Confcommercio: «Anche grazie alla spinta promozionale della Regione». «Il nostro comparto – evidenzia Martucci – è reduce da un 2021 di crescita superiore alla media nazionale sia in termini di presenze che di arrivi, e sta proseguendo nel 2022 la sua marcia di avvicinamento verso i livelli pre-Covid del 2019». Marcia nella quale l’Umbria appare decisamente avanti rispetto alla media nazionale, segnando tra l’altro un aumento della la spesa media giornaliera pro capite dei turisti, il che riflette una domanda turistica in grado di premiare una buona offerta, dimostrandosi aperta anche a pagare di più per un servizio di qualità.

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