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Dalla riapertura del teatro comunale "Dopolavoro" alla nascita del museo di arte sacra, la svolta di Ferentillo

Dalla riapertura del teatro comunale "Dopolavoro" alla nascita del museo di arte sacra, la svolta di Ferentillo
di Aurora Provantini
3 Minuti di Lettura
Lunedì 30 Maggio 2022, 08:54 - Ultimo aggiornamento: 09:27

FERENTILLO - L’avvio dei lavori di ristrutturazione del teatro “Dopolavoro” di Ferentillo segna l’inizio di un progetto più ampio, che parte dalla riconsegna di quel luogo caro alla comunità e arriva fino alla creazione del museo delle opere di arte sacra sparse sul territorio. L’annuncio è della sindaca Elisabetta Cascelli: «Utilizzando i fondi del sisma 1997 finalmente riavremo il nostro amato "Dopolavoro"». Inaugurato nel 1931 ed edificato con i sacrifici dei ferentillesi emigrati in America, fece arrivare nel comune della Valnerina i primi gruppi teatrali e consentì ai cittadini di organizzare feste e saggi di musica. «Ci si dava appuntamento al Dopolavoro» -ricordano quelli che lo hanno vissuto negli anni Cinquanta, partecipando anche a qualche veglione di Capodanno. Nel 1970 venne trasformato in un cinema. Laura Costanzi, architetto, ci andava spesso: «Ero piccolina, quando ci passavo i pomeriggi in compagnia della mie amiche». «Ricordo che ci vennero allestite delle belle mostre fino a vent’anni fa, quando venne chiuso. Da allora siamo rimasti senza uno spazio pubblico capace di ospitare eventi culturali al chiuso. Sapere che presto tornerà agibile, ci fa guadare al futuro con ottimismo».
«I costi per questa fase di ristrutturazione che non andrà oltre gennaio 2023 - rende noto la sindaca - sono di circa 300mila euro e sono sufficienti a rendere fruibile la struttura». «Di cui Ferentillo ha bisogno – replica Laura Costanzi – e a cui siamo tutti legati».
Oltre al “Dopolavoro”, il museo. «Anche nella biblioteca comunale sono iniziati i lavori di sistemazione degli spazi interni – dichiara la Cascelli – e l’idea è di creare lì un ambiente in cui esporre il patrimonio di opere di arte sacra che abbiamo e che presto torneranno nella disponibilità dei ferentillesi».
Carlo Favetti, giornalista e conoscitore di storia locale, parla di opere importanti come la Croce sagomata (crocefisso ligneo del 1400) appartenuta alla collegiata di Santa Maria, ora custodita presso il museo diocesano di Spoleto. E il bellissimo tabernacolo (ciborio intarsiato del XVI secolo) che faceva parte degli arredi della chiesa di Monterivoso, di ornamenti e vesti sacrali. «Il progetto di creare un contenitore fruibile ai turisti e ai residenti, arricchisce l’offerta culturale del nostro territorio – interviene Favetti – tra l’altro nel museo archeologico di Spoleto è attualmente esposta la testa di un console (scultura del terzo secolo d.c.) rinvenuta durante uno scavo nella frazione di Ampognano, che potrebbe in tal caso “tornare a casa”». Presto, dunque, Ferentillo avrà una struttura polivalente (il “Dopolavoro” ), un nuovo museo e un caffè letterario. Anche quello è nell’aria, presso la biblioteca comunale: «Sarà sede di manifestazioni come “Il maggio dei libri”, che si svolge inevitabilmente all’aperto».

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