Riqualificazione in città? I progetti milionari passano anche per le tasche di cittadini e proprietari

Lunedì 22 Febbraio 2021 di Egle Priolo
Riqualificazione in città? I progetti milionari passano anche per le tasche di cittadini e proprietari

PERUGIA - Sicurezza antisismica, videosorveglianza, colonnine per auto elettriche, pannelli solari ed efficientamento energetico: i privati partecipano alla grande sfida della riqualificazione, non aspettando solo quel che arriva dal pubblico. Soprattutto se l'area da rivalorizzare è quella in cui si lavora e si vive. È quello che sta accadendo nella zona tra le vie XX Settembre, San Prospero e Cavallaccio, un affaccio su ville storiche e pregiate e l'altro su Fontivegge.

Una linea di confine che chiede di essere più considerata, ma che da sola vede i suoi residenti rimboccarsi le maniche. «Da diversi mesi l'amministrazione comunale sta presentando vari progetti di riqualificazione per Fontivegge che, forse complice la burocrazia, sono rimasti per anni sulla carta – spiega uno dei residenti più attenti, Andrea Fais -. Attendiamo di vedere la conclusione dei cantieri aperti in autunno e dei prossimi che partiranno in estate. Pur apprezzando il lavoro compiuto dall'assessorato ai Lavori pubblici al parco della Pescaia, rileviamo che la porzione settentrionale del quartiere, quella più pregiata in termini immobiliari, rimane sostanzialmente esclusa dagli interventi». Ed è per questo che residenti e imprenditori si sono messi al lavoro per contribuire alla riqualificazione del quartiere.
Ed è così che un condominio di via San Prospero, ad esempio, ha già pianificato un investimento di circa 1,2 milioni di euro per la ristrutturazione materiale e la rigenerazione energetica del fabbricato secondo parametri di sostenibilità, funzionalità e sicurezza. E un nuovo cantiere è stato aperto proprio in via XX Settembre: grazie all'investimento di un imprenditore legato alla zona, al posto dei due villini ex Onaosi, abbandonati da tempo e diventati anche riparo per balordi e perdigiorno – come confermato dal ritrovamento di materassi buttati a terra prima della demolizione – sorgerà un mini-complesso residenziale, con due palazzine da 18 appartamenti in totale, realizzato senza nuovo consumo di suolo, secondo moderni criteri di efficientamento energetico e sicurezza antisismica – basta notare i piloni a sostegno delle fondamenta, per il miglioramento geologico e il consolidamento di un terreno notoriamente attraversato da falde acquifere - e valorizzando l'area verde esistente. «Un condominio di via XX Settembre, insieme ad altri tre di via San Prospero – aggiunge Andrea Fais -, si sta battendo da tre anni per ottenere dal Comune un piccolo sostegno per l'allaccio alla rete elettrica e la manutenzione, da assommare ai circa 12mila euro messi a disposizione dai residenti per l'acquisto, l'installazione e la connessione in rete di otto videocamere di ultima generazione, da concedere in via esclusiva dalle forze dell'ordine, tra via del Bucaccio e la stessa via San Prospero».
«Più di questo, privati cittadini e imprenditori non possono fare – chiude Fais -. Per normalizzare un'atavica situazione di degrado come quella di Fontivegge c'è bisogno che anche gli organismi pubblici - Comune, Regione e forze dell'ordine - facciano appieno la propria parte, intervenendo direttamente per controllare i contratti di affitto e le irregolarità nella raccolta differenziata, applicare rigorosamente il regolamento di polizia urbana, modificare opportunamente il regolamento del commercio in modo da rendere più stringenti i criteri di concessione delle licenze, dispiegare sul territorio un maggior numero di agenti e militari per pattugliare le strade della zona e garantire l'effettività delle espulsioni».

Ultimo aggiornamento: 13:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA