I ristoratori: «Asporto? Un contentino». E parte il flashmob

Martedì 28 Aprile 2020 di Cristiana Mapelli
Gianni Segoloni

PERUGIA - Una riapertura per gradi per poi arrivare al primo giugno e cambiare nuovamente le carte in gioco. La mezza riapertura per la ristorazione con il via, dal 4 maggio, al servizio di asporto all’esterno dei locali fino a nuove disposizioni, però non sembra convincere tutti. «L’asporto sembra più un contentino» spiega Gianni 
Segoloni del Cafè Bistrot in piazza Matteotti. Secondo il titolare della caffetterie e ristorante nell’acropoli, vanno valutate tutte le opportunità lavorative, caso per caso. «Per quanto mi riguarda – aggiunge 
Segoloni - , con gli uffici pubblici, il tribunale, negozi, università e scuole chiuse, l’asporto nel centro storico non credo possa essere una opportunità conveniente». Nell’attesa di valutare la reale convenienza in fatto di costi – benefici, l’imprenditore di Perugia lancia il flashmob organizzato dal Movimento italiano di ospitalità (Mio che rappresenta le aziende del mondo horeca: ”Risorgiamo Italia”. «Oggi alle 21 i commercianti che aderiranno all’iniziativa accenderanno simbolicamente per l’ultima volta le luci dei propri negozi e, nella mattinata di domani, consegneremo al sindaco Andrea Romizi le chiavi dei locali per chiedergli di farsi portavoce delle nostre istanze al governo». Una protesta forte che dimostra il grande disagio di chi rischia di vedere spegnersi la propria attività.

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