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Pane, pizza e dolci, prezzi verso il terzo aumento consecutivo. I panificatori di Cna: «L'alternativa sarebbe chiudere forni e attività»

Pane, pizza e dolci, prezzi verso il terzo aumento consecutivo. I panificatori di Cna: «L'alternativa sarebbe chiudere forni e attività»
di Fabio Nucci
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 1 Giugno 2022, 07:12

PERUGIA Nuovi aumenti in vista per i prodotti da forno in tutta la regione. Una decisione obbligata per fornai e panificatori umbri a causa dei rincari energetici e delle materie prima. A partire dalla farina il cui prezzo in tre mesi è cresciuto del 60%. «L’alternativa ai rincari è chiudere le nostre attività», spiega Luigi Bonucci, portavoce del coordinamento dei panificatori associati Cna Umbria.
L’organismo si è costituito nei mesi scorsi e composto da 17 imprenditori in rappresentanza degli iscritti all’associazione e dei vari territori della regione. Con Bonucci, ci sono Giorgio Cecchini, Claudio Puccetti, Francesca Galletti, Mauro Passagrilli, Doriano Cangi, Silvia Duranti, Fabio Pioppi, Davide Mela, Nazzareno Pizzoni, Piero Perella, Federico Argenti, Giuliano Latini, Giampiero Rossetti, Tiziano Brunetti e Sandro Lisarelli. Una rappresentanza dei circa 500 panifici che, tra produzione e rivendita, sono attivi nella regione. «L’unica alternativa all’aumento dei prezzi è spegnere i forni», ribadisce Bonucci. «La dipendenza dalle forniture estere di frumento duro e tenero, mais, gas ed energia elettrica espone anche le nostre imprese alle turbolenze dei mercati internazionali e l’incremento dei prezzi che ci accingiamo a varare potrebbe non essere l’ultimo».
Le tensioni sui prezzi riguardano sempre più prodotti alimentari e il protrarsi del conflitto in Ucraina le ha intensificate pregiudicando la stabilità dei mercati di tutte le materie prime, in particolare quelle agricole, tra speculazioni e incertezze iniziate prima del 25 febbraio. «Basti pensare che negli ultimi mesi il costo della farina ha registrato aumenti di circa il 60% - osserva Bonucci - aggiungendosi alla scarsità di prodotti come uova, latte e derivati e ai rincari dei costi energetici, con picchi di oltre 300%. Il settore sta vivendo lo stesso disagio dei consumatori ma gli operatori non sono più in grado di sopportare i continui aumenti dei costi di produzione. Questo li sta spingendo, nel giro di pochi mesi, verso il terzo rincaro dei prezzi di pane, pizza, focacce e dolci». Oggi il prezzo medio al chilogrammo è di 2,80 euro per il filoncino da 500 grammi, mentre per il filone da 1 chilo è pari a 2,20 euro. «Per colmare le criticità strutturali del sistema di dipendenza da Paesi esteri, specie sulle materie prime alimentari – aggiunge Francesco Vestrelli, responsabile regionale Cna Produzione – pensiamo si debba investire nella costruzione o nel rafforzamento delle filiere produttive locali di grano duro e grano tenero nelle quali, con agli agricoltori, possono e devono giocare un ruolo di rilievo anche le imprese di trasformazione». Da qui l’interrogativo posto alla Regione sul ruolo da accreditare e riconoscere a tali realtà che attendono misure e decisioni non più procrastinabili. «Gli imprenditori vogliono sapere se nel prossimo futuro saranno o non saranno ammessi agli incentivi a sostegno degli investimenti previsti dal nuovo Piano di sviluppo rurale (Psr) – spiega Vestrelli - cosi come vogliono sapere con chiarezza se ci saranno incentivi all’autoproduzione dell’energia e sostegni per l’inserimento di nuovo personale. Di fronte a difficoltà crescenti è necessario che, a livello regionale, si faccia presto chiarezza anche su questo versante: il tempo delle decisioni non può più essere rimandato».

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