Da Gualdo Tadino all'Antartide per studiare Marte, la sfida di Francesco Sepioni

Il dottor Francesco Sepioni in Antartide
di Francesco Serroni
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GUALDO TADINO - Il medico gualdese Francesco Sepioni, membro della 36° spedizione italiana in Antartide, è arrivato nel posto più isolato della terra, a meno 50 gradi durante la stagione estiva, dove si trova la stazione di ricerca italo-francese “Concordia”. Sepioni era partito il giorno di Natale dalla Nuova Zelanda a bordo della rompighiaccio “Laura Bassi” per approdare in Antartide, a Baia Terra Nova, dove si trova la stazione italiana “Zucchelli”.
Da lì, il medico sarebbe dovuto subito rientrare insieme al personale della compagnia estiva ma un cambio di programma lo ha portato, dopo 5 ore di volo su un aereo Basler messo a disposizione dal Pnra (Programma Nazionale di Ricerche in Antartide) e il supporto logistico di Enea, a vivere una «esperienza unica ed irripetibile», come l’ha definita lo stesso medico che rimarrà sulla “Concordia” per tutto il mese di gennaio. «Al mio arrivo c’erano 49 persone e non sono neanche poche, considerando che durante la stagione invernale ce ne sono 13 in tutto – racconta Sepioni -. Qui gli scienziati della Azienda Spaziale Europea (Esa) studiano l’adattamento delle persone a un ambiente così estremo in vista di una futura missione su Marte. È un luogo estremamente isolato, a 3.500 metri di altitudine, con temperature che in inverno arrivano sino a meno 90 gradi, venti a 300 chilometri orari, carenza di ossigeno, che restituiscono in tutto e per tutto un ambiente “extra terreste”. Il ruolo del medico della stazione è davvero importante vista che l’ospedale più vicino è in Nuova Zelanda, a circa 4000 chilometri di distanza e 14-15 ore di viaggio, meteo permettendo. «In queste condizioni – prosegue Sepioni - nessuna attività può essere considerata banale e serve la massima attenzione per evitare di compromettere l’esito di una missione scientifica programmata da anni. Qui, ognuno ha un ruolo specifico in base alla propria professione e una abilitazione aggiuntiva acquisita grazie a specifici corsi di preparazione. Inoltre, anche per agevolare la convivenza forzata, a rotazione tutti devono effettuare la pulizia della struttura e del refettorio. Ovviamente anche il medico deve lavare i piatti!».
«Ora in Antartide è estate, ci sono 24 ore di sole e il sistema sonno veglia è alterato e anche questo contribuisce a rendere questa esperienza particolarmente impegnativa».
Per quanto riguarda i rifornimenti, vengono portati a ogni inizio estate da una carovana di 20 container trainati da trattori per 1200 chilometri, mentre gli approvvigionamenti di emergenza vengono forniti dai DC 3 - Basler. A fine mese il medico tornerà alla base Zucchelli e da lì ripartirà via nave per la Nuova Zelanda.

Sabato 16 Gennaio 2021, 18:15 - Ultimo aggiornamento: 17 Gennaio, 09:33
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