Squid Game, la serie fenomeno Netflix che divide le famiglie: figli impazziti e genitori in rivolta

Squid Game, la serie fenomeno Netflix che divide le famiglie: figli impazziti e genitori in rivolta
di Laura Larcan
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Lunedì 4 Ottobre 2021, 12:00 - Ultimo aggiornamento: 10 Ottobre, 14:40

I figli impazziscono, mamme e papà si tormentano. In casa, è rivolta. La partita genitori versus figli torna a consumarsi davanti al piccolo grande schermo. Si chiama “effetto Squid Game”, la serie televisiva sudcoreana targata Netflix (con bollino rosso da VM14). Un misto di effetto vintage-trash targato Giochi senza frontiere con l’adrenalina da tragedia epica in stile Hunger Games, e l’eco hi-tech da Ready Player One. Il tutto calato in una società sudcoreana distopica dagli occhi a mandorla. Da ridere? Mica tanto. Perché si muore. Sempre.

Chi perde al gioco (seppur infantile...vedi “Un, due, tre Stella!”) viene trucidato senza pietà. Una sorta di selezione darwiniana senza appello. Incubo, angoscia, paura, eppure tanta forza ipnotica. Almeno per le centinaia di migliaia (oramai milioni) di giovani che stanno letteralmente impazzendo per “Squid Game”, visibile sulla piattaforma streaming, sulla strada per diventare il fenomeno assoluto di stagione. Pensare che i numeri a livello mondiale parlano di un successo paragonabile a quello della serie “Bridgerton”. Niente lustrini, belletti, trame amorose (e scene soft erotiche) d’epoca Regency, ovviamente. Qui, in “Squid Game”, l’horror-drama scritto e diretto da Hwang Dong-Hyuk, con una prima stagione di nove puntate, la vita dei personaggi è appesa ad un filo esilissimo.

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Di buono, molti genitori dicono, che bisogna vederlo in lingua originale, perché è doppiato in inglese (con sottotitoli in italiano). «Almeno si esercitano con l’inglese», il commento più diffuso di papà e mamme. Pensare che, notizia delle ultime ore, le centinaia di migliaia di nuovi fan stanno sovraccaricando talmente il traffico di dati di rete da aver spinto l’ente sudcoreano SK Broadband a intentare causa alla Netflix. Tant’è.

Allora cosa succede in Squid Game? Trama da cardiopalma. Un gruppo di persone ai margini della vita sociale, travolti e consumati da debiti, viene contattato da un’organizzazione top secret che propone loro un gioco: se vincono, guadagnano una quantità di denaro molto alta da sanare i debiti e vivere in modo agiato. Una svolta? Insomma. Perché ben presto si rendono conto che per vincere il gioco devono sopravvivere, superando la trasposizione in chiave mortale di una serie di giochi per bambini.

Il primo? Tanto per dare un’idea, i concorrenti (si parte di 456 persone) devono sfidarsi ad una partita di Un, due, tre. Stella! A gestirla un inquietante robot gigante bambina. Che massacra tutti quelli che si muovono. Bello? Genitori inorriditi, figli elettrizzati. I cinefili, dal canto loro, gridano al genio sudcoreano che sta travolgendo l’Occidente, da Parasite (Palma d’Oro e Premi Oscar) a Oldboy (premi al Festival di Cannes). I genitori restano perplessi anche perché si parla di seconda stagione in arrivo. Successo assicurato. Almeno, vediamola in inglese. 

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