NADIA TOFFA

Le Iene, Nina Palmieri: «Senza Nadia Toffa nulla sarà come prima»

Lunedì 14 Ottobre 2019 di Cristiano Sala
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«Senza Nadia Toffa, niente sarà come prima». Nina Palmieri riavvolge il nastro e torna alla frase che le 100 Iene hanno ripetuto la sera della prima puntata, la più triste nella storia del programma ideato da Davide Parenti. La nuova conduttrice dello show in onda su Italia 1, insieme a Roberta Rei e Veronica Ruggeri, in questa stagione ha un compito difficile: raccogliere l’eredità lasciata da Nadia Toffa, scomparsa il 13 agosto 2019. «E' una stagione che parte in salita, con questa eredità che mi onora ma che è anche pesantissima»

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«Sì, nella prima puntata c'era tutta la famiglia di questi 23 anni di Iene. E' stato bello, triste, emozionante. Sentiamo la  presenza di Nadia in redazione, in sala di montaggio, ovunque e sempre. Si parla di lei come se ci fosse e anche quella sera eravamo in 101 in studio, non 100..»
 

Cosa cambierà per il vostro gruppo di lavoro?
«Siamo cambiati noi. Dal 13 agosto sento ancora più forte il senso di appartenenza alle Iene, voglio più bene ai miei colleghi. Nadia è riuscita anche e purtroppo nella tragedia della sua morte, ad unirci. Siamo giornalisti, siamo una redazione dove non tutto è sempre rosa e fiori, “volano coltelli” a volte ma questa perdita ci ha reso ancora di più una famiglia. E le famiglie nel dolore si sostengono. Siamo tutti più presenti gli uni per gli altri»

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La conduzione di Nadia Toffa ha caratterizzato molto il programma in questi ultimi anni.
«Lei non era mai in imbarazzo, era sempre a suo agio. Questa cosa non si impara, o ce l'hai o no. E io non so se ce l'ho. Per noi era naturale vedere Nadia così, in video e nella vita. Spero in parte di assomigliarle in questo, di non perdere la mia spontaneità e di non diventare una... scopa secca»
 

 

Quella che lei avrebbe voluto dare in testa agli haters per la storia dell'assenza di Ilary Blasi nella prima puntata.
«Ho letto. Polemiche assurde come certi commenti sui social. So che Ilary era all'estero per motivi di lavoro, per impegni già presi e sono certa che stia cercando di superare questo grande dolore a modo suo. Sono rimasta molto male per le accuse rivolte a “chi non c'era”, anche al funerale di Nadia. Credo che sia davvero inopportuno giudicare in momenti come questi. Non capisco certe cose, io c’ero ma non mi sono messa a fare selfie davanti alla bara della mia amica per dimostrare qualcosa a qualcuno...».

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"Dannosa, lottatrice e mangiatrice professionista" c'è scritto sul suo status Whatsapp.
«A volte mi devo trattenere durante i servizi quando mi trovo di fronte il cattivo di turno. Mi piacciono le donne, faccio il tifo per loro. Io lavoro in un posto dove la mia femminilità non è stata mai al centro delle attenzioni di nessuno. Sono considerata un'inviata come gli altri e c’è assoluta parità tra tutti noi. Certo Sono fortunata perché sono diventata mamma e questo evento non ha bloccato il mio lavoro anzi ha coinvolto tutti in redazione. I miei colleghi mi hanno aiutato e continuano a farlo: due mesi dopo la nascita di Amanda ero in divisa a lavorare con una grande squadra di baby sitter/ iene al mio fianco»

Quando è entrata al Messaggero si è sentita a casa.
«Sì. Ho cominciato a fare questo mestiere nella redazione del Messaggero d'Abruzzo. La mia prima intervista è stata a Paola Turci, con mia madre che assisteva alla telefonata. E' stato molto emozionante...»

Quando ha visto la nostra prima pagina su Alberto Sordi si è “bloccata”...
«Ho avuto la fortuna di conoscerlo e di intervistarlo per la mia tesi di laurea in Lettere. Ho passato tre giorni insieme a lui, mi ha accolto con tanta generosità e disponibilità. Proprio come ha fatto Roma con me...».

Ultimo aggiornamento: 15 Ottobre, 15:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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