Nancy Brilli a Verissimo: «Mi hanno fatto fuori dalle fiction, ma ne sono uscita». E ricorda l'amico Proietti

Sabato 7 Novembre 2020 di Eva Carducci

«Lotto contro quella parte di me che si butterebbe a letto, quello che non uccide fortifica è vero, e diciamo che sono abbastanza forte»: Si racconta così a Silvia Toffanin questo momento complesso Nancy Brilli, che durante la puntata di Verissimo ha ricordato anche l’amico e collega Gigi Proietti

«Gigi è stato un maestro, un grande attore, una colonna portante dello spettacolo italiano. Una grandissima cultura portata con naturalezza e umiltà, un uomo simpaticissimo con molti tormenti interiori, al tempo stesso generoso con gli attori che lavoravano con lui. Un amico che mi ha fatto tanto pensare e ridere. Abbiamo passato vacanze e viaggi insieme indimenticabili, ma così è la vita». 

Un giorno forse si rincontreranno però: «Credo esista una vita diversa dopo questo. Ho perso mia madre da piccola, c’è stato un periodo in cui credevo fosse stato colpa mia. Questo lavoro mi ha trovato e salvato la vita. Mi dava la possibilità di essere altro da me, facendo un altro personaggio non vivevo la mia sofferenza. Ho fatto questo lavoro per essere amata, e credo di esserci riuscita». 

«Nel mio privato mi sono sentita amata fino a quando non mi sono sentita più, ora sono single» racconta la Brilli, che si apre anche sulla sua infanzia e sul suo rapporto con suo figlio: «Avere vent’anni del 2020 è molto dura, lo vedo con mio figlio che dalla sua camera di Roma segue l’Università a Londra. È tutto molto dissociante, però sono bravi e forti, non mi piace sentir parlare male di questi ragazzi. Ci sono tanti che saranno il futuro migliore che non siamo riusciti a costruire. Vorrei che mio figlio facesse l’attore, che continuasse il lavoro di famiglia, però è refrattario a questa cosa, per quello intanto studia economia. Non sono una mamma amica, sono una mamma mamma, anche perché non ho vissuto una condizione equilibrata da ragazza. Sono cresciuta con mia nonna, molto maschilista, ed è un miracolo che io e mio fratello andiamo d’amore e d’accordo. Avevo una simpatica zia che mi chiamava gramigna, l’erba cattiva che cresce da sola. Queste cose fortificano e ti rendono al contempo fragile però».

Focus anche sulle molestie sul lavoro: «Per me è stato molto difficile riuscire a reagire a delle persone che possono essere molto nocive. Avevo ventitré anni, ed ero già sposata, e il produttore sapeva che ero sposata. Non ho detto niente a nessuno, mi sono chiusa in me stessa, e nel camper sul set. Mi sono vergognata di dirlo a mio marito Massimo (Ghini). Sono stata offesa e lo tengo per me. Si resta male, mi ha impedito di fare tanti lavori». 

Spazio anche al dialogo sull’esperienza nelle fiction “Ares”: «C’è stato un momento in cui non ho più lavorato sulle serie tv. Non ho accettato, non so cosa, non ho mai capito il motivo, ho cercato spiegazioni che non sono mai arrivate. Avete presente quella simpatica frase che dice "ti hanno fatto fuori", e così è stato. Ho sofferto tanto, dopo me ne sono fatta una ragione. Un comportamento del genere da chi chi si faceva chiamare zio da mio figlio non me lo sarei mai aspettato. Mi ha anche mandato una lettera in cui diceva che non avevo il fisico per fare la protagonista. C’ho sofferto, e dopo me ne sono fatta una ragione». 

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